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Mps, via libera della Bce alla scalata di Intesa. Nell’assemblea di Siena il 70% del capitale

Carlo Messina, ad Intesa Sanpaolo 

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L’ok della Banca centrale all’offerta spiana la strada a Messina. Piano Lovaglio verso la bocciatura, anche Banco Bpm non ci sarà
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MILANO – La Bce autorizza l’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo su Mps. L’offerente ha avuto «l’autorizzazione preventiva ad acquisire la quota diretta di controllo in Mps, e delle partecipazioni indirette di controllo in Wise Dialog Bank, Mediobanca, Mediobanca Premier e Compass Banca», oltre alla quota indiretta qualificata in Banca Progetto. In parallelo la Banca d’Italia ha detto ok ad acquisire le quote indirette di controllo in Mps Fiduciaria, Spafid, Mbps Leasing, MBCredit Solutions, MBFacta e Mediobanca Sgr, e le partecipazioni qualificate in Fidi Toscana e nelle Sgr del gruppo Generali.

Il nulla osta arriva alla vigilia dell’assemblea in cui i soci Mps voteranno le due Ops alternative su Banco Bpm e Banca Generali, che…

MILANO – La Bce autorizza l’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo su Mps. L’offerente ha avuto «l’autorizzazione preventiva ad acquisire la quota diretta di controllo in Mps, e delle partecipazioni indirette di controllo in Wise Dialog Bank, Mediobanca, Mediobanca Premier e Compass Banca», oltre alla quota indiretta qualificata in Banca Progetto. In parallelo la Banca d’Italia ha detto ok ad acquisire le quote indirette di controllo in Mps Fiduciaria, Spafid, Mbps Leasing, MBCredit Solutions, MBFacta e Mediobanca Sgr, e le partecipazioni qualificate in Fidi Toscana e nelle Sgr del gruppo Generali.

Il nulla osta arriva alla vigilia dell’assemblea in cui i soci Mps voteranno le due Ops alternative su Banco Bpm e Banca Generali, che salvo colpi di scena saranno cassate. Serve il sì dei due terzi presenti, ma l’affluenza stimata a Siena è attorno al 70%, e c’è già un 35% che ha dichiarato voto contrario. Tra gli assenti, oltre al Tesoro (cui resta un 4,86%), non ci sarà Banco Bpm, che ha deciso ieri di non depositare il suo 3,75%. Una scelta unanime del cda, «preso atto dei vincoli legali connessi alla posizione di socio di Mps e al relativo conflitto di interesse», ha detto un portavoce dell’ex popolare.

Intanto l’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nega che l’Opas sia un’operazione di potere, «sono disinteressato al potere, mi interessa fare bene per gli azionisti», ha detto, aggiungendo che il risparmio è l’unico vantaggio competitivo del Paese e «nel portafoglio di Mps ci sono elementi di sicurezza nazionale come Mediobanca e la quota in Generali, che vista la fragilità del cda di Mps noi possiamo stabilizzare, per rendere Generali non più scalabile e condividere con gli altri soci Unicredit, Delfin, Caltagirone e Benetton l’indipendenza dell’assicuratore, con nessuna volontà di interferire con la gestione».

Ieri a Milano, è finito il processo sui crediti deteriorati di Mps. Ma la IV sezione penale, dopo le arringhe e preso atto dell’assenza di repliche dei pm, anziché andare a sentenza ha convocato un’udienza il 22 dicembre. Il falso in bilancio contestato, sulla semestrale 2016, sarà però prescritto giovedì. La procura ha chiesto la condanna a tre anni dell’ex ad Fabrizio Viola e dell’ex presidente Massimo Tononi. Le altre imputazioni su quest’ultimo filone erano già prescritte.

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