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Stellantis, ricavi in crescita nel terzo trimestre. Le perdite scendono, ma pesa ancora la cassa

Antonio Filosa CEO di Stellantis during the ““The Night Before” – Stellantis event in Paris, France. (Photo by Fabio Ferrari/LaPresse) (lapresse)
Il gruppo chiude il periodo con ricavi per 37,6 miliardi di euro e riduce del 90% il rosso rispetto al 2025. Migliora il Nord America. Confermata la guidance 2026 e l’obiettivo di un flusso di cassa positivo nel 2027. Nei nove mesi torna l’utile. Filosa: “Fatti ulteriori progressi”. Bene il titolo a Piazza Affari
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ROMA – Stellantis mostra segnali di recupero nel terzo trimestre 2026. Il gruppo automobilistico ha registrato ricavi netti per 37,6 miliardi di euro, in aumento dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la perdita netta si è ridotta a 453 milioni, dai 4,53 miliardi dell’anno precedente.

Il confronto beneficia però di una base particolarmente favorevole: il terzo trimestre 2025 era stato appesantito da quasi 5,8 miliardi di euro di rettifiche, legate soprattutto a garanzie, cancellazioni di programmi e ristrutturazioni. Nel trimestre appena concluso le rettifiche sono scese a 587 milioni.

L’utile operativo rettificato è salito da 90 a 256 milioni di euro, con un margine dello 0,7%, contro lo 0,2% di un anno prima. Un miglioramento evidente, ma ancora insufficiente a riportare i conti sui livelli di redditività storicamente raggiunti dal gruppo. “Abbiamo compiuto ulteriori progressi nella prima fase di esecuzione del piano FaSTLAne 2030”, ha dichiarato l’amministratore delegato Antonio Filosa, confermando sia la guidance per il 2026 sia l’attesa di un flusso di cassa industriale positivo nel 2027. E aggiunge: “Abbiamo compiuto progressi in un trimestre difficile. Nonostante le difficoltà, abbiamo registrato un miglioramento su base annua in tutti i nostri principali indicatori finanziari e operativi”. Positiva la reazione a Piazza Affari, con il titolo che guadagna in avvio circa tre punti percentuali.

Il terzo trimestre segnala un’inversione rispetto alla crisi del 2025, soprattutto in Nord America. Restano però due nodi centrali: riportare l’Europa alla redditività e arrestare l’assorbimento di cassa. L’azienda sottolinea che “la performance industriale si sta rafforzando. L’efficienza produttiva è migliorata su base annua, con un aumento di oltre 10 punti in Nord America”.

Partnership e prodotti

“Le partnership stanno diventando una leva strategica sempre più importante. Leapmotor sta crescendo rapidamente, la localizzazione si sta espandendo e altre partnership strategiche ci aiuteranno a migliorare l’utilizzo della capacità produttiva, a impiegare il capitale in modo più efficiente e ad assorbire i costi fissi”, sottolinea Stellantis. Altro nodo sono i prodotti: “Stiamo ricostruendo la nostra copertura di mercato con nuovi prodotti. Nel terzo trimestre abbiamo lanciato la Jeep Recon BEV e la Peugeot E-208 GTi, e nei prossimi mesi seguiranno altri 7 prodotti. È fondamentale garantire consegne puntuali, al giusto costo e con la giusta qualità”

La cassa resta il punto più delicato

Il principale elemento di debolezza continua a essere la generazione di cassa. Nel trimestre il flusso di cassa industriale è rimasto negativo per 4 miliardi di euro, pur migliorando di circa 300 milioni rispetto al rosso di 4,3 miliardi registrato un anno prima.

Nei primi nove mesi del 2026 il flusso di cassa industriale si è attestato a -4,93 miliardi, contro -7,31 miliardi nello stesso periodo del 2025. Il miglioramento è significativo, ma rende decisivo l’andamento dell’ultimo trimestre, quando Stellantis conta sul tradizionale contributo positivo del capitale circolante e su maggiori consegne.

La liquidità disponibile delle attività industriali rimane comunque ampia: a fine settembre era pari a 42,7 miliardi di euro, corrispondente al 26% dei ricavi degli ultimi dodici mesi e quindi all’interno della fascia obiettivo del gruppo, compresa tra il 25% e il 30%.

La posizione finanziaria netta industriale resta positiva per 5,4 miliardi di euro, in calo rispetto ai 6,7 miliardi di fine 2025.

Nord America in recupero, Europa sotto pressione

La geografia dei risultati evidenzia andamenti molto diversi. In Nord America, nonostante ricavi in calo del 3% a 15,6 miliardi e consegne diminuite del 12% a causa di fermate produttive programmate, l’utile operativo rettificato è tornato positivo per 64 milioni, dalla perdita di 475 milioni del terzo trimestre 2025. Il margine è così risalito allo 0,4%, con un miglioramento di 340 punti base.

A sostenere il recupero sono stati soprattutto prezzi, mix di prodotto e riduzioni dei costi industriali. Sul mercato hanno contribuito le vendite del Ram 1500, cresciute del 73%, della Dodge Durango, in aumento del 14%, e della Chrysler Pacifica, salita del 6%. La quota nordamericana è arrivata al 7,5%, con un progresso di 10 punti base.

Più complessa la situazione nell’Europa allargata. I ricavi sono aumentati del 3% a 14,1 miliardi, grazie a consegne cresciute del 10%, ma il risultato operativo rettificato è passato da un utile di 157 milioni a una perdita di 311 milioni. Il margine è sceso dal +1,2% al -2,2%.

L’aumento dei volumi non è quindi bastato a compensare la pressione sui prezzi e un mix meno favorevole. È il dato più critico del trimestre, perché l’Europa è stata l’unica regione a registrare un margine operativo rettificato negativo.

Sul fronte commerciale, le vendite nei Paesi EU30 sono cresciute dell’1% e del 6% includendo Leapmotor. Le immatricolazioni di auto elettriche a batteria sono aumentate del 65%, o del 93% considerando anche il marchio cinese. La quota di mercato, tuttavia, è scesa al 14,8%, dal 15,4% di un anno prima; includendo Leapmotor si attesta al 15,6%.

Sud America ancora redditizio

Il Sud America si conferma una delle aree più solide del gruppo. I ricavi sono cresciuti del 3% a 4,12 miliardi, mentre l’utile operativo rettificato è rimasto sostanzialmente stabile a 431 milioni. Il margine, pur scendendo dal 10,8% al 10,5%, resta a doppia cifra.

Stellantis mantiene la leadership regionale con una quota del 18,6% ed è prima sia in Brasile sia in Argentina. Tra i modelli più dinamici figurano Fiat Strada, in crescita del 13%, Fiat Toro del 26% e Fiat Pulse del 20%.

In Medio Oriente e Africa i ricavi sono invece diminuiti del 19%, a 1,67 miliardi, principalmente per la debolezza del mercato turco. Il margine operativo è comunque salito dal 13,2% al 14,6%, nonostante la flessione dei volumi.

L’Asia-Pacifico ha registrato ricavi in calo del 7%, ma è tornata a un risultato operativo positivo per 18 milioni, contro la perdita di 4 milioni dell’anno precedente.

Nei nove mesi torna l’utile

Il quadro dei primi nove mesi è migliore rispetto al singolo trimestre. Da gennaio a settembre Stellantis ha realizzato ricavi per 119,2 miliardi di euro, in aumento del 7%, e un utile netto di 217 milioni, rispetto alla perdita di 6,79 miliardi dello stesso periodo del 2025.

L’utile operativo rettificato è più che triplicato, passando da 630 milioni a 1,99 miliardi, mentre il margine è salito dallo 0,6% all’1,7%. Le consegne consolidate hanno raggiunto 4,24 milioni di veicoli, con una crescita del 7%.

Anche su base cumulata, tuttavia, l’Europa rimane in perdita operativa per 397 milioni, mentre il Nord America torna positivo per 611 milioni. Sud America e Medio Oriente-Africa continuano a garantire i margini più elevati, rispettivamente al 10,1% e al 12,9%.

Guidance confermata, ma aumentano le pressioni sui costi

Stellantis ha confermato per il 2026 una crescita dei ricavi a una percentuale media a una cifra e un margine operativo rettificato a una percentuale bassa a una cifra. Il flusso di cassa industriale dovrebbe migliorare rispetto al 2025, per poi tornare positivo nel 2027.

Il gruppo prevede per l’intero esercizio un miliardo di euro di costi netti legati ai dazi, dei quali 600 milioni già sostenuti nei primi nove mesi. Sono inoltre attesi circa 1,6 miliardi di esborsi collegati agli oneri contabilizzati nella seconda metà del 2025.

A questi fattori si aggiungono nuove pressioni derivanti dai chip di memoria e dai costi dei richiami. Stellantis conta di compensarle accelerando il Value Creation Program, piano da 6 miliardi di euro di efficienze annue: almeno il 40% degli interventi dovrebbe essere implementato entro la fine dell’anno. Nel quarto trimestre i risparmi sono attesi nell’ordine di alcune centinaia di milioni, circa il doppio rispetto al trimestre precedente.

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