MILANO – La Banca centrale europea lascia invariato il costo del denaro. Il tasso di interesse sui depositi resta al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65%, quello sui prestiti marginali al 2,90%. La mossa, ampiamente attesa dai mercati, segue due rialzi di 25 punti base annunciati nel 2026 e replica la decisione di ieri della Federal Reserve americana. Il consiglio direttivo della Bce "ha discusso se un rialzo dei tassi fosse appropriato", ma poi "sulla base dell'incertezza attuale, e dell'inflazione di fondo, grosso modo invariata, ha deciso all'unanimità di essere ben posizionato, di mantenere i tassi fermi e che un approccio misurato fosse quello giusto", ha detto la presidente Christine Lagarde in conferenza stampa.
Inflazione “stabile”, ma permangono rischi
Nonostante i prezzi dell’energia continuino ad aumentare, e “lo shock energetico stia ancora manifestando tutti i suoi effetti”, per il Consiglio direttivo “finora l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e le retribuzioni non hanno reagito in maniera significativa in questa fase”. Ma avverte: “La maggiore entità e durata dello shock energetico nonché le sue implicazioni per gli effetti indiretti e di secondo impatto faranno verosimilmente salire l’inflazione e indebolire la crescita”. "La maggiore entità e durata dello shock energetico e le sue implicazioni per gli effetti indiretti e di secondo impatto faranno verosimilmente salire l'inflazione e indebolire la crescita", ha rimarcato Lagarde nel suo discorso introduttivo in conferenza stampa.
“Inflazione più alta anche nei prossimi trimestri”
"I prezzi dell'energia sono aumentati oltre il percorso previsto nelle proiezioni dello staff della Bce di settembre. È probabile che questo spinga ulteriormente al rialzo l'inflazione nel breve termine e mantenga l'inflazione complessiva ben al di sopra dell'obiettivo nei prossimi trimestri", ha detto ancora Lagarde in conferenza stampa. "Successivamente, la diminuzione dell'inflazione energetica, insieme agli effetti dei tassi d'interesse più elevati, dovrebbe favorire il ritorno dell'inflazione all'obiettivo", ha aggiunto.
Il Consiglio direttivo, spiega in una nota, resta in una posizione favorevole per affrontare l’attuale situazione di elevata incertezza. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, “seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”.