La Bce lascia fermi i tassi di interesse. “L’inflazione di fondo è stabile, ma permangono rischi”
a cura della redazione EconomiaMILANO – La Banca centrale europea lascia invariato il costo del denaro. Il tasso di interesse sui depositi resta al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65%, quello sui prestiti marginali al 2,90%. La mossa, ampiamente attesa dai mercati, segue due rialzi di 25 punti base annunciati nel 2026 e replica la decisione di ieri della Federal Reserve americana.
Inflazione “stabile”, ma permangono rischi
Nonostante i prezzi dell’energia continuino ad aumentare, e “lo shock energetico stia ancora manifestando tutti i suoi effetti”, per il Consiglio direttivo “finora l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e le retribuzioni non hanno reagito in maniera significativa in questa fase”. Ma avverte: “La maggiore entità e durata dello shock energetico nonché le sue implicazioni per gli effetti indiretti e di secondo impatto faranno verosimilmente salire l’inflazione e indebolire la crescita”.
Il Consiglio direttivo, spiega in una nota, resta in una posizione favorevole per affrontare l’attuale situazione di elevata incertezza. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, “seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”.