Ita Airways, Pd contro i 226 esuberi: ora governo riferisca in Parlamento su adozione IA in azienda
di Aldo FontanarosaROMA – Il Partito democratico va all'attacco del governo per i 226 esuberi annunciati da Ita Airways nel quadro dell'integrazione con il Gruppo Lufthansa. Quattro parlamentari dell'opposizione chiedono all'esecutivo di chiarire le prospettive occupazionali della compagnia aerea, di rendere pubblico il piano industriale e di intervenire per scongiurare i licenziamenti.
Andrea Casu, vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, è solidale con i lavoratori. E chiama in causa l’impatto dell'innovazione tecnologica sull'occupazione.
“L'avvento dell'intelligenza artificiale agentica deve creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo, non licenziamenti forzati”, sostiene Casu. Il rilancio della compagnia, aggiunge, non può avvenire a spese dei diritti dei dipendenti.
ROMA – Il Partito democratico va all'attacco del governo per i 226 esuberi annunciati da Ita Airways nel quadro dell'integrazione con il Gruppo Lufthansa. Quattro parlamentari dell'opposizione chiedono all'esecutivo di chiarire le prospettive occupazionali della compagnia aerea, di rendere pubblico il piano industriale e di intervenire per scongiurare i licenziamenti.
Andrea Casu, vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, è solidale con i lavoratori. E chiama in causa l’impatto dell'innovazione tecnologica sull'occupazione.
“L'avvento dell'intelligenza artificiale agentica deve creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo, non licenziamenti forzati”, sostiene Casu. Il rilancio della compagnia, aggiunge, non può avvenire a spese dei diritti dei dipendenti.
Le garanzie occupazionali
Mentre Ita considera in eccedenza 226 lavoratori, cerca all’esterno specialisti in automazione e intelligenza artificiale. Matteo Ricci, europarlamentare del Pd, denuncia questa contraddizione e avverte che porterà la vertenza anche a Bruxelles.
“Si licenzia chi c'è e si va a cercare altrove chi serve, invece di riqualificare chi in quella compagnia lavora da anni”, denuncia Ricci. E aggiunge: “L'IA deve creare nuove opportunità, non può diventare l'alibi per tagliare il personale”.
L'esponente democratico chiede infine all’esecutivo di chiarire quali garanzie occupazionali abbia ottenuto nel quadro dell'integrazione con Lufthansa.
“L’alibi del carburante”
Sulla stessa linea è Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera. “Duecentoventisei lavoratori rischiano il posto in Ita Airways e il governo tace”, afferma. Secondo la parlamentare, l'ingresso di Lufthansa, presentato come il grande trampolino per il vettore nazionale, produce come primo risultato una procedura di licenziamento collettivo.
Ghio contesta il richiamo alle difficoltà legate al costo del carburante e alle nuove tecnologie per giustificare le riduzioni di personale. “Né il caro cherosene né l'intelligenza artificiale possono diventare l'alibi per scaricare i costi sui dipendenti”.
L'innovazione, sostiene, dovrebbe essere accompagnata da formazione, riqualificazione professionale e ricollocazione interna. Il Pd chiede dunque che il governo riferisca con urgenza alla Camera sugli impegni assunti con Lufthansa in materia di occupazione, flotta e piano industriale.
Gli aerei operativi
Anthony Barbagallo, capogruppo democratico nella commissione Trasporti della Camera, allarga invece la critica alle condizioni operative della compagnia. A suo parere, Ita disporrebbe di una flotta ridotta a circa 70 aerei, con conseguenze sulla regolarità dei collegamenti, con ritardi ricorrenti e disagi per i passeggeri.
Per Barbagallo, l'operazione con Lufthansa avrebbe dovuto garantire una svolta industriale e una maggiore stabilità al trasporto aereo nazionale. La gestione del governo Meloni rischierebbe invece di compromettere sia le prospettive occupazionali sia la mobilità dei cittadini.