Usa, debito e rating al test delle agenzie dopo il voto di midterm
di Carlotta ScozzariKristina Hooper, chief market strategist di Man Group, come interpreta il voto delle elezioni di medio termine?
«Questa vittoria schiacciante dei democratici significa che è stato evitato lo scenario peggiore, ovvero un’elezione contestata. Ecco perché nell’immediato abbiamo assistito a un rally “di sollievo” dei mercati. Ma l’incertezza resta. Il Congresso dovrà approvare un nuovo accordo di spesa entro il prossimo mese, altrimenti a dicembre potremmo assistere a uno shutdown delle attività governative. E nel 2027 il Congresso dovrà concordare un innalzamento del tetto del debito pubblico, altrimenti gli Stati Uniti potrebbero affrontare un declassamento del rating creditizio, un aumento dei tassi d’interesse e una contrazione dell’economia».
Dove vede i rendimenti dei titoli Usa, già saliti negli ultimi mesi?
«È possibile che quelli a lungo termine registrino un modesto calo se i Democratici decideranno di tenere sotto controllo la spesa. Ma si tratta di un “se” molto grande. Potreb…
Kristina Hooper, chief market strategist di Man Group, come interpreta il voto delle elezioni di medio termine?
«Questa vittoria schiacciante dei democratici significa che è stato evitato lo scenario peggiore, ovvero un’elezione contestata. Ecco perché nell’immediato abbiamo assistito a un rally “di sollievo” dei mercati. Ma l’incertezza resta. Il Congresso dovrà approvare un nuovo accordo di spesa entro il prossimo mese, altrimenti a dicembre potremmo assistere a uno shutdown delle attività governative. E nel 2027 il Congresso dovrà concordare un innalzamento del tetto del debito pubblico, altrimenti gli Stati Uniti potrebbero affrontare un declassamento del rating creditizio, un aumento dei tassi d’interesse e una contrazione dell’economia».
Dove vede i rendimenti dei titoli Usa, già saliti negli ultimi mesi?
«È possibile che quelli a lungo termine registrino un modesto calo se i Democratici decideranno di tenere sotto controllo la spesa. Ma si tratta di un “se” molto grande. Potrebbero invece cercare di imporre uno scambio di favori, ottenendo finanziamenti per le loro priorità in cambio di finanziamenti per le priorità della Casa Bianca, il che potrebbe comportare un aumento della spesa. Penso che sia lo scenario più probabile e porterebbe, verosimilmente, a un aumento dei rendimenti. Preoccupa poi il debito legato all’intelligenza artificiale. Gli spread creditizi sono destinati ad ampliarsi con l’aumento dei costi e l’accumulo di progetti in attesa di approvazione».
Cosa succederà al settore tecnologico collegato all’IA?
«Diversi parlamenti statali sono passati ai democratici, il che significa che probabilmente ci saranno notevoli limitazioni alla costruzione di data center dedicati all’IA. In particolare, la governatrice eletta del Texas, Gina Hinojosa, ha promesso una moratoria sulla costruzione di data center per l’IA. E ciò è molto significativo poiché il Texas rappresenta circa il 25-30% della capacità dei data center del Paese che si prevede verrà costruita entro il 2030».
Come vede il bitcoin e le altre criptovalute?
«Penso che anche le valute digitali potrebbero risentirne. La senatrice Elizabeth Warren è destinata a presiedere la Commissione del Senato per le questioni bancarie, abitative e urbane ed è scettica sulle cripto. Assisteremo con ogni probabilità a un maggiore controllo e a una potenziale regolamentazione delle valute digitali».
Cosa cambierà sui mercati finanziari?
«Queste elezioni dovrebbero portare a un’attenuazione del “capitalismo clientelare” e a una maggiore aderenza allo Stato di diritto. Ciò dovrebbe rafforzare la percezione dei titoli del Tesoro statunitense come bene rifugio, ma anche aumentare l’attrattiva degli asset statunitensi in generale. L’amministrazione sarà, inoltre, soggetta a un forte sistema di pesi e contrappesi e, storicamente, il mercato azionario reagisce in modo piuttosto positivo a situazioni di stallo. Tuttavia, come visto, potrebbe esserci un’opposizione ai data center dedicati all’IA, negli ultimi anni molto importanti per l’economia e il mercato azionario. Ci saranno poi singoli titoli che hanno beneficiato di contratti e trattamenti preferenziali e che ora potrebbero subire contraccolpi e indagini, finendo sotto pressione. Non mi aspetto significativi rialzi del mercato azionario».