Nuova crisi: e per Ita torna l’aiuto dello Stato. La compagnia: “Sostegni previsti dalla legge”
di Aldo FontanarosaROMA – Il meteorite del caro cherosene si abbatte sull’aviazione civile e non tutte le compagnie reggono l’urto. La popolare low cost americana Spirit smette di volare avviando la liquidazione. In Europa, la lettone airBaltic si rifugia nella procedura fallimentare americana per ristrutturare i debiti, mentre la spagnola Volotea tratta con i creditori per evitare il peggio.
Nel pieno di questa turbolenza, cominciano a pagare il conto anche loro: assistenti di volo, piloti, tecnici, amministrativi. I vettori tagliano tanti posti, alcuni anche in Italia. Ne consegue che le casse pubbliche risentono della crisi dei cieli perché le persone — in difficoltà — vanno sostenute con gli ammortizzatori sociali.
Nel nostro Paese, dove Ita Airways apre la prima ristrutturazione dell’era Lufthansa, funzionano due paracadute solidali: uno finanziato dallo Stato e un altro dai passeggeri.
ROMA – Il meteorite del caro cherosene si abbatte sull’aviazione civile e non tutte le compagnie reggono l’urto. La popolare low cost americana Spirit smette di volare avviando la liquidazione. In Europa, la lettone airBaltic si rifugia nella procedura fallimentare americana per ristrutturare i debiti, mentre la spagnola Volotea tratta con i creditori per evitare il peggio.
Nel pieno di questa turbolenza, cominciano a pagare il conto anche loro: assistenti di volo, piloti, tecnici, amministrativi. I vettori tagliano tanti posti, alcuni anche in Italia. Ne consegue che le casse pubbliche risentono della crisi dei cieli perché le persone — in difficoltà — vanno sostenute con gli ammortizzatori sociali.
Nel nostro Paese, dove Ita Airways apre la prima ristrutturazione dell’era Lufthansa, funzionano due paracadute solidali: uno finanziato dallo Stato e un altro dai passeggeri.
La platea delle eccedenze
Il 28 ottobre 2026, Ita avvia una procedura di licenziamento collettivo dichiarando 266 esuberi su 5.269 assunti. Al tavolo delle trattative con i sindacati, Ita riduce poi la platea delle “eccedenze” a 180. Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpac e Anp dichiarano che accetteranno i soli licenziamenti che gli stessi lavoratori sottoscriveranno volontariamente.
Ma quale persona acconsente ad essere mandata a casa? Il dipendente è più incline a ingoiare il rospo se prossimo alla pensione. E sia i sindacati sia Ita cercano di costruire un ponte che conduca le persone più anziane dal lavoro attivo al riposo limitando i danni in busta paga.
Come? Anche grazie ai soldi dello Stato e della collettività. Oggi un lavoratore del trasporto aereo, se allontanato, riceve l’indennità di disoccupazione (la Naspi) fino a un massimo di 24 mesi. Le risorse arrivano dal sistema previdenziale.
Il Fondo di categoria
Lo stesso lavoratore può integrare la Naspi — che ha un importo massimale di 1584,7 euro lordi al mese — con un assegno del Fondo di categoria (l’Fsta). Assegno che, nel migliore degli scenari, permette di ricevere fino all’80% della “retribuzione lorda di riferimento” (si guarda alla media delle ultime 12 buste paga).
Dove trova i soldi, questo Fondo? Viene alimentato dalle compagnie e dai dipendenti, è vero, ma in minima parte. Nel 2024, l’Inps imputa l’83,2% delle entrate all’addizionale sui diritti d’imbarco. Per ogni passeggero che parte da un aeroporto italiano, 1,50 euro di questo tributo alimentano il Fondo.
Alla fine dei conti, la “crisetta” di Ita viene coperta molto dal denaro pubblico, attraverso la Naspi e grazie alla tassa sul biglietto aereo. In questo scenario, precisiamo, anche Ita stanzia del denaro. La compagnia, partecipata da Lufthansa per il 41%, mette in campo un incentivo, versato in un’unica soluzione.
Fino al 92%
Darà una mano, ad esempio, ai dipendenti che accetteranno di lasciare entro il 31 dicembre 2026. Le entrate dei licenziati, nel periodo della Naspi, saranno portate così fino al 92% della “retribuzione lorda di riferimento” (dall’iniziale 80%).
Un atto di generosità, dunque? In caso di prepensionamento indolore dei dipendenti anziani, la compagnia avrebbe dovuto costruire scivoli importanti. Ha preferito una strada più vantaggiosa, per sé. Prima ha aperto la procedura di licenziamento collettivo seminando la paura tra le lavoratrici e i lavoratori.
Poi ha suggerito loro la strada di una uscita concordata. La soluzione consente a Ita di accompagnare le uscite senza finanziare interamente, con risorse proprie, il reddito degli ex dipendenti fino alla pensione.
Il fallimento di Alitalia
Ora: è giusto che gli addetti del settore aereo beneficino di un sostegno anche pubblico. Ma la situazione italiana — con la “crisetta” di Ita che segue il fallimento di Alitalia — alimenta qualche dubbio. In un intervento su LinkedIn, Gianni Rossi — docente all’Università di Messina, opinionista della Voce.info — scrive ironico che siamo di fronte «a un piccolo miracolo di economia circolare».
Lo Stato finanzia la nascita di Ita (con 1,35 miliardi). Intanto lo Stato e il Fondo supportano gli ex dipendenti di Alitalia con 800 milioni di ammortizzatori (tra il 2022 e il 2025). Infine la tedesca «Lufthansa assume la guida industriale» del nascente vettore (Ita); e «quando arriva una nuova ristrutturazione il conto rischia di tornare al vecchio indirizzo. Quello italiano».
“Ebit a +98 milioni”
Alla lettura di questo articolo, Ita Airways ha inviato questa nota: “Ribadiamo, come ampiamente riportato dalla stampa nei giorni scorsi, i dati finanziari ed economici ufficiali della Compagnia evidenziano un andamento operativo positivo”.
"Nel terzo trimestre 2026, Ita Airways ha registrato ricavi pari a 995 milioni di euro, in crescita del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025, e un Ebit positivo per 94 milioni di euro. Nei primi nove mesi dell’anno, i ricavi hanno superato i 2,5 miliardi di euro, con una crescita del 4%, mentre l’Ebit ha raggiunto i 98 milioni di euro, in aumento del 65% rispetto allo scorso anno”.
“Questi risultati sono stati conseguiti nonostante un contesto caratterizzato da persistenti tensioni geopolitiche e dall’aumento del costo del jet fuel, il cui impatto è stato attenuato anche grazie a operazioni di copertura su oltre l’80% del fabbisogno di carburante previsto per l’anno”.
I sindacati
“Non è pertanto corretto ricondurre il percorso avviato dalla Compagnia a una situazione di crisi. L’accordo sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni Professionali si inserisce in un più ampio processo di trasformazione e sviluppo di Ita Airways, connesso all’evoluzione del modello organizzativo, all’aggiornamento delle competenze e alla progressiva integrazione nel Gruppo Lufthansa”.
"L’intesa stabilisce che le uscite possano riguardare esclusivamente i lavoratori che manifestino formalmente la propria non opposizione, confermando la natura volontaria del percorso, e prevede, oltre agli strumenti stabiliti dalla normativa vigente, uno specifico incentivo economico a carico dell’azienda”
"Il ricorso alla NASpI e al Fondo di Solidarietà per il Trasporto Aereo avviene nel quadro degli strumenti previsti dalla legislazione e dalla contrattazione di settore, accessibili alle imprese e ai lavoratori del comparto”.
Risorse proprie
“A tali misure Ita Airways ha aggiunto risorse proprie, attraverso un incentivo aziendale che consentirà di portare il trattamento economico complessivo fino al 90-92% della retribuzione di riferimento per il periodo di fruizione della NASpI, oltre al mantenimento delle agevolazioni di viaggio previste dall’accordo”.
“Il percorso di trasformazione organizzativa procede parallelamente alla crescita della Compagnia. Per il prossimo anno Ita Airways prevede infatti oltre 400 nuove assunzioni, necessarie a sostenere lo sviluppo della flotta e del network, che comprende l’ingresso di tre ulteriori aeromobili di lungo raggio, l’avvio del collegamento Roma Fiumicino-Caracas dal 30 marzo e la valutazione di una nuova rotta verso Lima”.
“La rappresentazione di Ita Airways restituita dal titolo e dall’articolo non trova quindi riscontro né nei risultati operativi ufficiali né nei programmi di sviluppo e investimento previsti per il prossimo anno. La Compagnia sta portando avanti un percorso di trasformazione responsabile, basato da un lato sulla volontarietà e sulla tutela delle persone coinvolte e, dall’altro, su nuove assunzioni, crescita della flotta e ampliamento del network”.