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Midterm, mercati volatili a lungo: dove andare sul sicuro per i propri risparmi

Trader al lavoro a Wall Street 

 

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Le letture dei professionisti offrono indicazioni diverse per affrontare le prossime settimane all’insegna della volatilità
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ROMA – Dopo le turbolenze degli ultimi giorni, il pericolo per i risparmiatori è agire d’istinto, cristallizzando le perdite o comprando soltanto perché i prezzi sono scesi. Il voto americano apre una fase che richiede di valutare le conseguenze per mercati, settori e valute, senza perdere di vista gli obiettivi di medio-lungo periodo. Un check-up del portafoglio può aiutare a individuare concentrazioni e sovrapposizioni, distinguendo le oscillazioni del momento dai cambiamenti che incidono sulle prospettive degli investimenti. Le letture dei professionisti offrono indicazioni diverse per affrontare le prossime settimane all’insegna della volatilità: dalla selezione delle società italiane alla diversificazione europea, dai titoli sovrani all’oro, fino alle cautele sulle criptovalute. Il filo comune è la necessità di misurare ogni scelta sui rischi, oltre che sui possibili rendimenti futuri.

ROMA – Dopo le turbolenze degli ultimi giorni, il pericolo per i risparmiatori è agire d’istinto, cristallizzando le perdite o comprando soltanto perché i prezzi sono scesi. Il voto americano apre una fase che richiede di valutare le conseguenze per mercati, settori e valute, senza perdere di vista gli obiettivi di medio-lungo periodo. Un check-up del portafoglio può aiutare a individuare concentrazioni e sovrapposizioni, distinguendo le oscillazioni del momento dai cambiamenti che incidono sulle prospettive degli investimenti. Le letture dei professionisti offrono indicazioni diverse per affrontare le prossime settimane all’insegna della volatilità: dalla selezione delle società italiane alla diversificazione europea, dai titoli sovrani all’oro, fino alle cautele sulle criptovalute. Il filo comune è la necessità di misurare ogni scelta sui rischi, oltre che sui possibili rendimenti futuri.

Azioni italiane/Milano pagherà l’incertezza: affidarsi ai gruppi più solidi

«Quando Wall Street prende una buca, anche Piazza Affari sobbalza», riflette Angelo Meda di Banor. «La recente correzione può comunque essere un’opportunità per acquistare gradualmente società solide: finanziari ben capitalizzati, attività con ricavi ricorrenti e industriali con clienti diversificati e debito gestibile», aggiunge. Giacomo Calef di Rheos Partners guarda a bilanci solidi e dividendi sostenibili, invitando alla prudenza sulle concentrazioni nelle banche, particolarmente rilevanti nel paniere italiano. La selezione per chi resta nell’azionario italiano è determinante.

Azioni straniere/L’Europa torna centrale e si annulla il rischio valuta

Francesco Sandrini di Amundi invita alla prudenza sul quadro geopolitico, pur confermando la centralità di Wall Street e vedendo opportunità in America Latina. Federico Falletta di Nordea Asset Management guarda all’Eurozona: «La combinazione di industriali, banche, difensivi e materie prime offre un naturale contrappeso a un’esposizione concentrata sull’intelligenza artificiale». Marco Monastero di Jupiter AM condivide l’interesse per l’area e sottolinea l’importanza di contenere il rischio valutario. L’obiettivo è ampliare le fonti di rendimento.

Obbligazioni/Premiare i titoli di Stato, ma ad alto rating

I rendimenti delle obbligazioni sono saliti molto in questi mesi e molti bond ora hanno prezzi interessanti, ma se l’obiettivo è la sicurezza anche l’investimento nel reddito fisso va selezionato. Alessandro Vitaloni di Symphonia Sgr vede opportunità nei rendimenti dei governativi dell’Eurozona e, tra i titoli societari, tra le scadenze a 5-7 anni nei settori finanziario, tecnologico ed energetico. Gabriele Foà di Algebris Investments invita invece alla cautela sul debito ad alto rendimento: nella sua analisi, gli spread contenuti rispetto alle emissioni più solide non compensano i rischi legati alla debolezza azionaria. Dello stesso avviso è Sandrini, che sottolinea piuttosto la tenuta del credito investment grade.

Metalli preziosi/L’oro sopra i 4mila dollari, rifugio non senza turbolenze

L’oro è tornato sopra i 4 mila dollari l’oncia. È lontano dai massimi storici di 5.400 dollari di febbraio scorso, ma mostra un periodo di forza relativa. Sandeep Rao di Leverage Shares ne sottolinea il ruolo di bene rifugio e vede potenziale di crescita, anche alla luce dell’interesse delle banche centrali. «Come bene rifugio per eccellenza, la sua funzione principale non è generare rendimenti speculativi a breve termine, ma stabilizzare la ricchezza nel tempo», ricorda Vitaloni. Una funzione da valutare nell’insieme del portafoglio, tenendo conto delle oscillazioni del metallo.

Cripto/Bitcoin, spazio di crescita se maneggiati con cura

Dopo il voto americano le criptovalute hanno alternato cali e rimbalzi. Maximiliaan Michielsen di 21shares vede spazio di risalita per Bitcoin e legge un atteggiamento democratico meno ostile rispetto al passato. Calef invita alla cautela: «Ricordiamo che, a differenza di azioni e obbligazioni, non generano flussi di cassa e il loro prezzo dipende essenzialmente dall’incontro tra domanda e offerta, la cui evoluzione è estremamente difficile da prevedere». Una prudenza che riguarda anche il peso da assegnare a questi strumenti in portafoglio.

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