Economia

FAR EAST

Editore e finanziere: la parabola Wang

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Ha vissuto in diretta il Black Monday ma questo crash no, questo crollo proprio non se lo sarebbe mai aspettato Wang Boming. E per di più qui, a casa sua, nella Cina che lui stesso aveva contribuito a elevare da impero operaio a seconda potenza economica del mondo. Sì, nel defenestramento - pardon, nelle dimissioni del direttore di Caijing, il magazine di inchieste e business più seguito di qui - c'è tutta la parabola della nuova Cina: quella dove il pugno di ferro di Xi Jinping si stringe sempre più intorno a quelli che una volta venivano chiamati i modernizzatori, come il ministro delle Finanze Lou Jiwei, saltato giusto qualche giorno fa per far posto a un altro fedelissimo. Per carità: qui chi è senza peccato scagli la prima pietra. Il signor Wang proviene lui stesso da una potente dinastia rossa, figlio di un viceministro degli esteri. Alla sicurezza, ma anche alle insidie, della carriera politica da ragazzo aveva però preferito il rischio del business. Tra i primi cinesi finiti a studiare all'estero dopo il disgelo con gli Usa, si fa strada prima nei corridoi della Columbia University e poi tra le grida del New York Stock Exchange. È lì che assiste al crash del 19 ottobre 1987. Ed è più o meno allora che considera rischio contro rischio: nella Pechino dell'open up, dell'apertura di Deng Xiaoping, non ci sarebbe spazio anche per una Wall Street made in China? Una volta tornato in patria, il suo ruolo è decisivo nel lancio della Borsa: per la storia dell'economia, ma anche per quella dei diritti umani, lo Stock Exchange di Shanghai apre praticamente un anno dopo il massacro di Tiananmen. Con il via libera al mercato capitalistico, l'inquieto Wang intuisce anche il potere immenso che a quel punto avrebbe avuto l'informazione finanziaria, fino ad allora inesistente: e si lancia nell'avventura giornalistica, come uno sgomitante personaggio di Balzac. Alle sue inchieste, però, adesso qualcuno ha messo stop. La sua uscita, suggerisce timidamente il prof Hu Xingdou al South China Morning Post, "può essere legata alla crescente riluttanza ad accettare concetti estranei tipo l'indipendenza dei media". E sì: concetti estranei. Dal lunedì nero al nuovo profondo rosso.