La storia degli operai comunisti che insorgono contro lo Stato socialista che li libera dal giogo della multinazionale ricorda un po' quel vecchio adagio giornalistico: non è notizia il cane che morde l'uomo ma l'uomo che morde il cane. Peccato che nella Cina ormai seconda potenza economica del mondo gli uomini costretti a mordere il cane siano sempre di più. Adesso tocca appunto ai 500 operai di Chongqing dichiarare guerra al governo invece che al loro padrone: che porta il nome famosissimo di Coca-Cola. La multinazionale simbolo della globalizzazione yankee ha infatti deciso di affidare le operazioni di imbottigliamento a due società locali che già con la casa di Atlanta lavorano in franchising: una si chiama Cofco Corporation ed è proprietà di Stato. Non è una mossa inedita. Da McDonald's in giù sono tanti i grandi marchi che si affidano sempre più al franchising e al subappalto per le operazioni altrimenti più costose. Solo che poi a pagare sono i classici ultimi che almeno sulla carta nella Repubblica popolare dovrebbero essere i primi: o quantomeno quelli nel cui interesse qui ancora prospera - obbedendo al secondo dei 4 punti cardinali del compagno Deng Xiaoping - "la dittatura democratica del proletariato". Macché. Di fronte alla cessione del ramo di azienda gli operai di Chongqing hanno issato striscioni e cartelli: "Abbiamo lavorato duro per 10 anni e siamo stati svenduti in un attimo e in gran segreto: pretendiamo una compensazione". Cioè quantomeno il prepensionamento visto quello che è già successo ai lavoratori di un'altra fabbrica Cofco: licenziati in 200 dopo che un'azienda di cioccolato era passata di mano. Gli operai della Coca-Cola non sono soli. Qualche giorno fa anche i dipendenti di una fabbrica Sony hanno protestato per essere stati svenduti a un'azienda cinese. Alle prime manifestazioni si sono visti subito circondare dalla polizia. E dai servi dei nuovi padroni: firmate il contratto in cui promettete di non protestare più oppure tutti subito a casa. Sì, la storia degli operai comunisti che insorgono contro lo Stato socialista ricorda un po' quella dell'uomo che morde il cane. Peccato che hai a voglia a morderlo: a farsi del male quaggiù non è mai il cane.
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