Economia

FAR EAST

All'ambasciata delle Filippine il socio di Trump

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Antoooonio fa caaaaldo. E che caldo: il calore del conflitto d'interessi in fondo un po' assomiglia a quello dello spot famosissimo da noi. D'altronde se fottere è sempre meglio che comandare, come recita quel detto che sarà anche politicamente scorretto ma è soprattutto siciliano, il signore adesso fotte e comanda: perché il nostro bell'Antonio, ricco imprenditore delle Filippine, è insieme l'arbitro e il giocatore, l'inviato e il residente, l'uomo d'affari e l'uomo che agli affari (del suo paese) dovrebbe imparzialmente sovrintendere. D'accordo: parlare di conflitto d'interessi in casa del diavolo fa sorridere. Però la storia di Jose E. B. Antonio è davvero uno specchio dei tempi. Che dalle Filippine riflette in tutto il mondo la situazione in cui il mondo s'è cacciato. Il senor Antonio è l'amministratore delegato della Century Properties. Cioè la società di costruzioni che a Manila sta realizzando il paradiso immobiliare sulla terra che da New York a Seul, passando per almeno dieci licenze diverse, si chiama Trump Tower: declinato nelle sue innumerevoli, ma sempre altissime, variazioni. Per realizzare il suo lussuosissimo compound da 150 milioni di dollari, il simpatico Antonio ha dovuto sborsare 5 milioni di affitto: di affitto, cioè, di quel nome nel mondo sempre più riverito, Trump. E vi sembra che sia questo l'uomo al di sopra delle parti da inviare come rappresentante speciale del governo di Manila a Washington? Ma dai: ci fermiamo a queste piccolezze. In fondo Rodrigo Duterte, il presidente-sceriffo, l'uomo che ha fatto drizzare i capelli perfino ai compassatissimi funzionari dell'Onu, ancora sotto choc per la campagna antidroga che s'è trasformata in una mattanza senza fine, quasi 5mila morti, ha agito nel suo piccolo come The Donald nel suo grande. Il presidente eletto minaccia fuoco e fiamme contro la Cina? Poi nomina come ambasciatore quel Terry Branstad, governatore dell'Iowa, che è amico personale di Xi Jinping. Duterte si riavvicina alla Cina e stramaledice l'America? Poi nomina come personalissimo ambasciatore l'uomo che è in affari con Trump. Antooooonio fa caaaldo: e pensare che siamo ancora in pieno inverno.