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Cathai Pacific perde quota: primo bilancio in rosso

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Il viaggio cominciava soltanto a pronunciarne il nome: Cathay. E quei poster meravigliosi, i primi grattacieli di Hong Kong che si stagliavano all'orizzonte mentre il Boeing svettava al decollo. Un altro Oriente, un altro mondo. E adesso? Come vola basso adesso Cathay Pacific, come vola basso la compagnia che ha fatto la storia dell'aereonautica di qui e non solo, grande marchio dei viaggi ma anche del lusso. Allacciate le cinture. A marzo l'aerolinea fondata nel 1946 da un australiano e da un americano, che registrarono il marchio mettendoci un dollaro di Hong Kong ciascuno, farà segnare la prima perdita dal 2008. "È accaduto soltanto due volte in 70 anni" hanno scritto gli analisti di Maybank Kim Eng: "Nessun'altra aerolinea può vantare un record migliore". Poteva. I padroni hanno già messo le mani avanti con i 130mila dipendenti: "Il 2017 sarà un anno di grande cambiamento in un contesto di business sempre più competitivo". Così competitivo che Cathay si prepara a una ristrutturazione mai vista: tagli di personale, riduzioni di stipendi, probabilmente cessioni di rotte. E certo, la guerra nei cieli non risparmia nessuno: pensiamo per esempio alla nostra povera Alitalia. Ma il caso Cathay è particolare. Per anni praticamente monopolista nella gestione dei traffici nell'Oriente Estremo, ha prima sofferto l'avanzata della Triade delMedioOriente, e cioèEmirates, Etihad e Qatar Airways, e adesso anche quella delle sorelle della madrepatria, da China Southern a Air China. Ecco, Air China. Più di qualcuno punta il dito proprio sulla compagnia di bandiera di Pechino, che già possiede una grossissima fetta di minoranza, quasi il 30 %, della società che fa capo per il 45% a Swire Pacific: un colosso del real estate che è pure tra i più grandi imbottigliatori di Coca Cola del mondo ed è riconducibile alla John Swire & Sons di Londra. Una struttura societaria, insomma, anche questa d'altri tempi: con la City a farla da padrone come quando Hong Kong era una colonia. Cosa aspetterà mai Pechino a entrare, anche qui, nella cabina di comando? Che domande: aspetta solo che l'attuale proprietà finisca di fare pulizia. E prima o poi sarà uno scherzo far atterrare Cathay nelle sue mani.