Economia

Far East

Internet in Cina, una sciarada fra spionaggio e sgarbi diplomatici

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D'accordo: la Cina sarà anche la patria del Grande Fratello. Ma come la mettiamo con i tanti piccoli fratellini sempre più pronti a piegarsi ai bisogni del Fratellone? La Grande Muraglia del web e bla bla bla. Facebook e Google e Apple News oscurati e bla bla bla. Però poi vai a scavare e scopri che i signori della Silicon Valley sono mica sempre quei paladini del libero web come vorrebbero farsi accreditare. Gli ultimi a correre al guinzaglio di Pechino, per esempio, sono stati in questi giorni i nipotini di Bill Gates. Windows, qui, aveva un problema: era stato bandito da tutti gli uffici governativi dopo lo scoppio del caso Snowden. Ok, il buon Edward Jay Epstein, grande segugio, non esclude nell'ottimo e controverso "How America Lost Its Secret" che il contractor web più famoso del mondo potesse essere stato in realtà una spia della Cina. Fatto sta che dopo il furto dei dati Nsa, Pechino ha ritenuto invece Windows troppo debole per contenere i suoi segreti. E Microsoft che ha fatto? Tempo qualche anno, et voilà, eccoti una segretissima versione di Windows 10 cotta a puntino per gli imperatori rossi. O prendete invece Google, uscito dalla porta e auto esiliatosi nella regione (ancora) autonoma di Hong Kong. Le trattative sono a buon punto per rientrare dalla finestra del web con Google Scholar, il motore di ricerca specializzato nei testi universitari: e poi, da lì, chissà. Facebook? Oltre a postare la ormai mitica foto dell'impavido Marck Zuckerberg che fa jogging a pieni polmoni nello smog di Pechino, il social network per eccellenza sta sviluppando un filtro che potrebbe ammutolire i post scomodi: sempre, s'intende, per rimettere piedi qui. E quando, l'altro giorno, Pechino ha fatto capire che non sarebbe stata gradita la vendita dell'iPhone 7 Red, perché la charity che sponsorizza questa edizione di beneficenza si era permessa di intrattenersi con il Dalai Lama, non è che da Cupertino si sia levato chissà quale grido di dolore: anche perché fino a qualche giorno prima Tim Cook era stato omaggiato e riverito proprio qui, al China Business Forum. La Cina, insomma, sarà anche la patria del Grande Fratello: ma almeno i censori di Pechino fanno il loro mestiere. Non come, a volte, certi paladini dell'impero del bene: pardon, del business.