Quando l'ex sindaco Alemanno decise nel 2011 di modificare il nome del corpo dei vigili urbani di Roma, che da semplice polizia municipale diventò "Corpo di Polizia Roma Capitale", era probabilmente convinto che bastasse enfatizzare lo status della città eterna per darle vigore e smalto. Mai scelta fu più sfortunata, perché da allora il declino è stato progressivo, tanto che oggi nessuno dubita che Roma sia sì una capitale, ma per diritto storico e amministrativo: al netto della politica c'è solo rappresentanza, mentre il potere si sposta dove lo attrae magneticamente il dinamismo di altri. Il termometro lo danno alcuni fatti economici, concentrati in un ristretto lasso di tempo. Abbandona Roma la catena di negozi di elettronica Trony, causa il fallimento del franchiser: 180 posti di lavoro cancellati. Altri 1600 posti sono invece quelli che lascia sul terreno il call center Almaviva, dopo estenuanti negoziati nel quale si è impegnato a fondo, per limitarne i danni occupazionali, il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda. Sull'economia cittadina sta per piovere la mazzata della crisi di Alitalia, con almeno duemila dipendenti a rischio, molti dei quali lavorano negli uffici amministrativi della ex-compagnia di bandiera, assieme a personale di volo che ha come base l'hub di Fiumicino. Meno imponenti come numero di posti di lavoro che lasciano la capitale, ma assai significativi dal punto di vista strategico e simbolico, sono l'abbandono da parte di Sky, che porta le sue attività di informazione televisiva a Milano abbandonando le strutture e gli studi di via Salaria e alleggerendo pesantemente il suo organico giornalistico, e quello speculare che sta organizzando Mediaset, anch'essa in ritirata verso gli studi e le redazioni in Lombardia. Roma rimane unica al mondo per la quantità della sua offerta turistica, ma è marginale rispetto alle nuove iniziative. La moda è regina al nord ed è sparita dallo scenario delle manifestazioni capitoline. Sul fronte culturale il salone del libro si è sdoppiato, separandosi da Torino ma approdando sotto il Pirellone; la Rai ha deciso di rafforzare la sua struttura milanese; le grandi mostre scelgono la ribalta meneghina. Parlando di grandi eventi, l'Expo del 2016 ha lasciato in Lombardia ricadute importanti, accreditando Milano ad organizzare il summit mondiale sul cibo, mentre il salone del mobile è sempre più industria ed happening internazionale. Roma invece langue nelle sue incertezze: ritirata la candidatura alle Olimpiadi; stop a una parte del tracciato della metro C; braccio di ferro sullo stadio della Roma, ridotto rispetto ai progetti iniziali; perenne emergenza sul fronte dei rifiuti. I mali vengono da lontano, ma restano tali o peggiorano. Sicuri che Roma sia una Capitale?