Economia

I tre scenari che turbano i mercati

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Il Pil italiano cresce a livelli superiori del previsto, le banche stanno curando le ferite della scarsa capitalizzazione e dei crediti deteriorati, dall'occupazione provengono segnali timidi ma incoraggianti. Un quadro che induce il premier Paolo Gentiloni a un cauto ottimismo e a lanciare un appello: "Non dilapidiamo questi risultati", ha detto la settimana scorsa.

Lo sperano anche le agenzie di rating Dbrs e Standard e Poor's, che hanno fatto un'accurata analisi dei progressi fatti dall'Italia. Per S&P è positiva la svolta data al settore bancario con le operazioni su Mps, Unicredit e le due banche venete, come pure il miglioramento nel mercato del lavoro. "Verso l'uscita dal tunnel?", si chiede l'agenzia americana. Analoghe considerazioni le fa Dbrs. La crescita accelera, qualche riforma dà finalmente i frutti, l'occupazione riprende. Insomma il Paese si muove anche se c'è strada da fare perché - ricordano gli analisti - "Roma non è stata costruita in un giorno". Per costruire più in fretta bisognerebbe però lavorare di più. E invece la produttività si conferma il peso sulla ripresa. Dbrs rileva che anche nel secondo semestre 2017 il livello delle ore lavorate per dipendente è inferiore a quello del 2008. E Standard&Poor's accusa la scarsa produttività del lavoro di essere responsabile del basso contributo dell'export alla crescita del Pil.

La tenuta dei progressi è legata non solo all'efficacia delle riforme in corso, al quadro congiunturale meno negativo che in passato e al recupero della produttività. Il convitato di pietra è il prossimo risultato elettorale. E così l'agenzia di rating Dbrs si è impegnata nel disegnare i tre scenari che i mercati si aspettano in primavera, con le relative conseguenze. Il primo, definito "il più probabile", prevede che il centrodestra raggiunga il maggior numero di seggi e che di conseguenza nasca un governo centrista con una smilza maggioranza. Questo, per Dbrs, produrrà qualche difficoltà nel continuare alcune riforme ma avrà un limitato impatto sui mercati. Il secondo scenario, definito "probabile", vede invece una situazione di stallo, nessun accordo tra i partiti e nuove elezioni. Un nuovo periodo di incertezza con conseguente impatto negativo sui mercati e perdita di fiducia tra gli investitori.

L'ultimo scenario, il "meno probabile", è invece il più negativo per l'economia: la vittoria dei populisti dà vita ad un governo di ignota affidabilità, con un crollo della fiducia degli investitori e un allentamento del rigore sui conti pubblici. Da notare che nessuno scenario prevede una vittoria del centrosinistra. Il che la dice lunga su come i mercati stiano valutando le liti e la diaspora attorno al Pd, che è il partito di governo. Roma non è stata costruita in un giorno, ricordava Dbrs. Che ha dimenticato di dire che a distruggerla è bastato molto meno.