Pensioni, con la sanatoria dei contributi Pa ricalcoli possibili in arrivo. Ma non per tutti
di Flavio BiniMILANO – Il bicchiere mezzo pieno è che se cattiva sorpresa sarà, non sarà per tutti. Dall’Inps sono arrivate con una circolare le istruzioni operative sull’applicazione della cosiddetta sanatoria contributiva per la Pa, approvata con la Legge di Bilancio 2024. Una misura pensata per regolarizzare la posizione di tutti quegli enti pubblici che negli anni hanno mandato in pensione i propri dipendenti senza assicurarsi sempre il pagamento di tutti i contributi necessari. Contributi che l’Inps avrebbe quindi potuto riscuotere, con relative sanzioni.
Sanati i debiti fino al 2004
La Manovra 2024 ha sostanzialmente sgravato le amministrazioni dal pagamento di questi debiti fino al 31 dicembre 2004, limitandosi a chiedere la presentazione delle denunce contribu…
MILANO – Il bicchiere mezzo pieno è che se cattiva sorpresa sarà, non sarà per tutti. Dall’Inps sono arrivate con una circolare le istruzioni operative sull’applicazione della cosiddetta sanatoria contributiva per la Pa, approvata con la Legge di Bilancio 2024. Una misura pensata per regolarizzare la posizione di tutti quegli enti pubblici che negli anni hanno mandato in pensione i propri dipendenti senza assicurarsi sempre il pagamento di tutti i contributi necessari. Contributi che l’Inps avrebbe quindi potuto riscuotere, con relative sanzioni.
Sanati i debiti fino al 2004
La Manovra 2024 ha sostanzialmente sgravato le amministrazioni dal pagamento di questi debiti fino al 31 dicembre 2004, limitandosi a chiedere la presentazione delle denunce contributive. E’ qui che però la questione rischia di toccare i pensionati. Il ricalcolo, in positivo o in negativo, può infatti comportare una variazione dell’importo della pensione. L’Inps chiarisce con la circolare un punto fondamentale. Qualsiasi ricalcolo interesserà solo le pensioni di chi ha lasciato il lavoro negli ultimi tre anni. Chi è andato in pensione prima, nel bene o nel male, non avrà sorprese.
Ma cosa accadrà invece ai primi? Qui si profilano i rischi. Se all’esito del ricalcolo risultasse una pensione inferiore a quella erogata, l’istituto potrà chiedere indietro quanto incassato in eccesso, attraverso una decurtazione della pensione. Di quanto e da quando è ancora presto per dirlo. Lo stesso vale comunque alla rovescia. Se il ricalcolo fosse invece favorevole al pensionato l’importo dell’assegno verrebbe aggiornato, ma solo a chi ha lasciato il lvoro entro tre anni.
Rischio boomerang per il Tfr
Le cattive notizie non finiscono qui, perché l’effetto negativo potrebbe farsi sentire anche sulla cosiddetta liquidazione. Come spiega la circolare Inps “La riliquidazione del TFS/TFR, a seguito di una variazione degli importi
delle retribuzioni, può comportare una rideterminazione in ribasso degli importi delle prestazioni già liquidate, per le quali è necessario provvedere al recupero del maggiore importo erogato”. Insomma l’Inps potrà bussare alla porta non solo riducendo la pensione mensile, ma anche chiedendo indietro una parte dei soldi versati di troppo nel Tfs/tfr. E il contribuente, spiega l’Inps, potrà farlo a rate o in una unica soluzione.