Superbonus, via allo spalmacrediti: banche e imprese li possono compensare in dieci anni. Le regole
di Antonella Donati , di Antonella DonatiVia alla rateizzazione lunga per i fornitori e i cessionari che non hanno la possibilità di compensare i bonus edilizi in quattro o cinque anni. L'Agenzia delle entrate ha approvato infatti il provvedimento che consente di spalmare la compensazione in dieci rate. Interessati i titolari di crediti da Superbonus, Sismabonus e Bonus barriere architettoniche per i quali è stata comunicata la cessione entro lo scorso 31 marzo. Dal prossimo 2 maggio nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate sarò disponibile una funzione ad hoc per comunicare questa scelta.
Solo fornitori e cessionari
La rateizzazione lunga per la compensazione riguarda esclusivamente:
- professionisti e fornitori che hanno praticato lo sconto in fattura:
- imprese edilizie che hanno effettuato lavori con sconto o cessione del credito;
- soggetti diversi che hanno acquisto i crediti dai contribuenti (banche comprese).
Via alla rateizzazione lunga per i fornitori e i cessionari che non hanno la possibilità di compensare i bonus edilizi in quattro o cinque anni. L'Agenzia delle entrate ha approvato infatti il provvedimento che consente di spalmare la compensazione in dieci rate. Interessati i titolari di crediti da Superbonus, Sismabonus e Bonus barriere architettoniche per i quali è stata comunicata la cessione entro lo scorso 31 marzo. Dal prossimo 2 maggio nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate sarò disponibile una funzione ad hoc per comunicare questa scelta.
Solo fornitori e cessionari
La rateizzazione lunga per la compensazione riguarda esclusivamente:
- professionisti e fornitori che hanno praticato lo sconto in fattura:
- imprese edilizie che hanno effettuato lavori con sconto o cessione del credito;
- soggetti diversi che hanno acquisto i crediti dai contribuenti (banche comprese).
Tutti gli interessati potranno quindi scegliere di utilizzare le somme in compensazione nell'arco di dieci anni, in modo da non perdere le agevolazioni se la capienza d'imposta non è sufficiente per la compensazione in quattro anni, per i crediti da Superbonus, o in cinque anni negli altri casi. Non riguarda invece i contribuenti titolari della detrazione, che potranno effettuare solo il prossimo anno l'opzione allungare il numero delle rate di cui usufruire per la riduzone dell'Irpef in ndichiarazione.
Più rate ma solo in compensazione
In dettaglio la nuova ripartizione può essere effettuata per la quota residua delle rate dei crediti riferite:
- agli anni 2022 e seguenti, per i crediti derivanti dalle comunicazioni delle opzioni per la prima cessione o lo sconto in fattura inviate alle Entrate fino al 31 ottobre 2022, relative al Superbonus;
- agli anni 2023 e seguenti, per i crediti derivanti dalle comunicazioni inviate all'Agenzia delle Entrate dal 1° novembre 2022 al 31 marzo 2023, relative al Superbonus, e alle comunicazioni inviate fino al 31 marzo 2023, relative al Sismabonus e al Bonus barriere.
Ciascuna nuova rata annuale, però, potrà essere utilizzata esclusivamente in compensazione e non potrà essere a sua volta ceduta, né ulteriormente ripartita. La quota del credito d'imposta non utilizzata nell'anno non potrà essere fruita negli anni successivi, ma potrà essere ulteriormnente rateizzata prima della fine dell'anno.
Il frazionamento delle rate residue: esempi
Come chiarito dalle Entrate, infatti, un cessionaro che per esempio dispone della rata del 2023 relativa a crediti di tipo Sismabonus dell'importo di 1000 euro e prevede di non avere sufficiente capacità per assorbirla in compensazione tramite F24 entro il 31 dicembre di quest'anno, potrà calcolare la quota del 2023 che riuscirà a utilizzare in compensazione entro la fine dell'anno (per esempio 600 euro) e comunicare all'Agenzia delle Entrate la restante parte della rata che non prevede di utilizzare (400 euro). Questa somma sarà ripartito in dieci rate annuali di 40 euro ciascuna, utilizzabili in compensazione dal 1° gennaio al 31 dicembre degli anni dal 2024 al 2033. Se poi alla fine del 2023 l'nteressato scoprirà di evere altri crediti residui non compensabili potrà comunicare l'opzone per ripartirli nei duccessivi dieci anni.
Come comunicare la scelta
Fornitori e cessionari potranno comunicare all'Agenzia la volontà di optare per la rateizzazione lunga accedendo all'area riservata del sito dove, dal 2 maggio 2023, sarà attiva una nuova funzionalità all'interno della "Piattaforma cessione crediti". Dal 3 luglio 2023 il servizio sarà attivo anche per gli intermediari provvisti di delega alla consultazione del Cassetto fiscale dei titolari dei crediti.