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Mutui, ecco cambiano le regole per le garanzie dello Stato. Priorità alle famiglie numerose

Lo scudo dello Stato arriva al 90% della quota capitale in presenza di cinque o più minori. Riserva da 100 milioni nella dotazione
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MILANO – La presenza dei figli, la famiglia “numerosa”, sembra restare un cardine dell’azione di governo. Anche per quel che riguarda i mutui e l’acquisto di casa. Un emendamento dei relatori alla Manovra, emerso nella serata di martedì, punta infatti a "supportare l'acquisto della prima casa da parte di famiglie numerose”, che entrano con una specifica riserva da 100 milioni tra le categorie “prioritarie” che possono accedere al Fondo di garanzia per la prima casa.

L’intervento punta al terzo articolo della legge di Bilancio, quello che estende a tutto il 2024 la possibilità di usufruire della garanzia massima dell'80%, a valere sul Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa (ipotesi introdotta originariamente dal Sostegni bis), e rifinanzia lo stesso Fondo con 282 milioni di euro.

MILANO – La presenza dei figli, la famiglia “numerosa”, sembra restare un cardine dell’azione di governo. Anche per quel che riguarda i mutui e l’acquisto di casa. Un emendamento dei relatori alla Manovra, emerso nella serata di martedì, punta infatti a "supportare l'acquisto della prima casa da parte di famiglie numerose”, che entrano con una specifica riserva da 100 milioni tra le categorie “prioritarie” che possono accedere al Fondo di garanzia per la prima casa.

L’intervento punta al terzo articolo della legge di Bilancio, quello che estende a tutto il 2024 la possibilità di usufruire della garanzia massima dell'80%, a valere sul Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa (ipotesi introdotta originariamente dal Sostegni bis), e rifinanzia lo stesso Fondo con 282 milioni di euro.

I figli per essere prioritari

Fin dalla sua costituzione nel 2013 (anche nella previsione-base di una garanzia al 50%), il Fondo prevede alcune categorie con accesso prioritario. Giovani coppie, nuclei monogenitoriali con figli minori, inquilini delle case popolari, under 36.

Ora, nel testo dei relatori si specifica che “al fine di supportare l’acquisto della casa di abitazione da parte di famiglie numerose”, tra le categorie prioritarie si includono:

  1. nuclei familiari che includono tre figli con età inferiore a 21 anni e che hanno un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente, ovvero Isee, non superiore a 40.000 euro annui;
  2. nuclei familiari che includono quattro figli con età inferiore a 21 anni che hanno un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente non superiore a 45.000 euro annui;
  3. nuclei familiari che includono cinque o più figli con età inferiore a 21 anni, che hanno un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente non superiore a 50.000 euro annui.

L’innalzamento delle garanzie

Non è l’unica modifica proposta. Per le categorie prioritarie, infatti, il Sostegni bis ha previsto la possibilità di richiedere l’innalzamento della garanzia all’80% (dal 50% originario del Fondo) in caso di Isee entro 40 mila euro annui e per la richiesta di finanziamenti che coprono oltre l’80% del prezzo d’acquisto dell’immobile, oneri accessori inclusi.

L’emendamento di queste ore prevede che, decorso un mese dall’entrata in vigore della Manovra, le famiglie numerose sopra indicate abbiano una diversa scala di garanzie massime ammesse. In questo modo:

  • dell’80 per cento della quota capitale, tempo per tempo in essere sui finanziamenti concessi, nel caso di tre figli;
  • dell’85 per cento della quota capitale, tempo per tempo in essere sui finanziamenti concessi, nel caso di quattro figli;
  • e del 90 per cento della quota capitale, tempo per tempo in essere sui finanziamenti concessi, nel caso di cinque o più.

Di conseguenza, si rivedono anche i coefficienti di accantonamento a copertura dei rischi assunti dal Fondo con queste categorie maggiorate, ponendoli dall’8,5% al 10%. E si dispone una “riserva complessiva di importo massimo pari a 100 milioni di euro della dotazione finanziaria annua”.

Altre precisazioni contenute nell’emendamento dei relatori: la garanzia del Fondo rimane operativa anche in caso di surroga del mutuo originariamente acceso “nel caso in cui le condizioni economiche rimangano sostanzialmente invariate o siano migliorative di quelle originarie e comunque non abbiano impatti negativi sull’equilibrio economico- finanziario del Fondo medesimo”.

Anche su queste garanzie, infine, si estende quella misura che aveva consentito l’erogazione delle garanzie anche nel caso in cui il Teg applicato dalle banche superi il Tasso globale medio di mercato (Tegm) calcolato da Bankitalia, nella misura massima del differenziale, se positivo, tra la media del tasso Irs a 10 anni pubblicato ufficialmente, calcolata nel mese precedente al mese di erogazione, e la media del tasso Irs a 10 anni pubblicato ufficialmente del trimestre sulla base del quale è stato calcolato il Tegm in vigore.

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