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Gas, il braccio di ferro geopolitico si scarica in bolletta. Previsti rincari per il 2025

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Verso la chiusura del transito di materia prima dall’Ucraina, continuano le tensioni sui prezzi. Per l’energia il prezzo può salire del 30% nei prossimi 12 mesi. Snam: approdato in Italia il rigassificatore di Ravenna
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MILANO – Le scorte europee scese più rapidamente del previsto, anche per le temperature più rigide, con poco apporto dall’eolico; la concorrenza dell’Asia sull’acquisto del Gnl, che fa salire i prezzi. L’immancabile minaccia putiniana, vista la scadenza del contratto che consente il transito di gas russo attraverso l’Ucraina verso l’Europa, con la chiusura dei rubinetti verso la Moldova. C’è un mix di fattori dietro le previsioni al rialzo delle bollette energetica durante il cuore della stagione invernale.

Le tensioni geopolitiche

Le tensioni si stanno vedendo sui mercati internazionali. Il principale fattore degli ultimi giorni è stato il presidente russo, Vladimir Putin, che è tornato a usare la leva del gas per fare pressione sull’Occidente e seminare zizzania tra i partner europei.

I fatti: con la fine dell’anno spira il contratto che consente al gas della Gazprom di transitare per i tubi ucraini e raggiungere l’Europa, rispondendo così – calcola la Bloomberg – a circa il 5% del…

MILANO – Le scorte europee scese più rapidamente del previsto, anche per le temperature più rigide, con poco apporto dall’eolico; la concorrenza dell’Asia sull’acquisto del Gnl, che fa salire i prezzi. L’immancabile minaccia putiniana, vista la scadenza del contratto che consente il transito di gas russo attraverso l’Ucraina verso l’Europa, con la chiusura dei rubinetti verso la Moldova. C’è un mix di fattori dietro le previsioni al rialzo delle bollette energetica durante il cuore della stagione invernale.

Le tensioni geopolitiche

Le tensioni si stanno vedendo sui mercati internazionali. Il principale fattore degli ultimi giorni è stato il presidente russo, Vladimir Putin, che è tornato a usare la leva del gas per fare pressione sull’Occidente e seminare zizzania tra i partner europei.

I fatti: con la fine dell’anno spira il contratto che consente al gas della Gazprom di transitare per i tubi ucraini e raggiungere l’Europa, rispondendo così – calcola la Bloomberg – a circa il 5% della domanda dell’Unione. Da giorni Putin va ripetendo che non si sono i tempi per un rinnovo; e aggiunge che si potrebbero usare altre vie per assicurare la consegna, attraverso la Bielorussia-Polonia ad esempio, ma anche qui serve tempo per sistemare i contratti. Il leader ucraino Zelensky ha subordinato ogni ipotesi di prosecuzione dei flussi alla garanzia che gli incassi di Gazprom non vadano ad alimentare la macchina della guerra moscovita. Una partita nella quale è entrato il vicino slovacco, Robert Fico, che dipende dal gas russo e preme per una soluzione: non a caso Fico ha provato a parlarne direttamente con Putin, scatenando l’ira di Kiev.

Per Zelensky il problema è anche strategico-militare: i quasi 39mila chilometri di rete ucraina sono per ora stati risparmiati dagli attacchi russi proprio perché portatori della materia prima moscovita. Se il contenuto dovesse venire meno, probabilmente il contenitore finirebbe nel mirino.

Verosimilmente, dunque, quei flussi attraverso l’Ucraina si bloccheranno. E da gennaio l’Ue, per la quale quei tubi portano il 5-6% di gas (ma hanno un peso specifico decisivo per Slovacchia, Ungheria, Austria), dovrà probabilmente cercare di far salire le forniture dai tubi norvegesi o dal Gnl americano. A febbraio si attende una ulteriore strategia per ridurre la dipendenza residua dal Cremlino: oltre ai flussi di gasdotti verso la Slovacchia e l'Ungheria, il gas naturale liquefatto russo viene trasportato anche nei porti di Francia, Belgio e Spagna. Se prima del febbraio 2022 (mese dell’invasione) il gas russo era il 40% dell’import dell’Unione, è sceso poi all’8% nel 2023 secondo i dati della commissione. Una percentuale che sale se si considera il Gnl, che è a livello record sempre secondo la Bloomberg. Intanto i “magazzini” continentali sono però scesi al 75%, dall’87% che si registrava negli stessi giorni del 2023, e le previsioni dei prossimi giorni volgono al freddo intenso.

Anche l’Italia è indirettamente cliente del gas russo in transito dall’Ucraina, ma se prima della guerra le importazioni da Gazprom erano intorno a un terzo del totale ora siamo scesi intorno al 5% e con la piena operatività del rigassificatore di Ravenna ci si aspetta un ulteriore affrancamento da quei tubi. Proprio oggi, Snam ha annunciato che è arrivata in Italia la nave BW Singapore, la FSRU (Floating Storage and Regasification Unit) che entrerà in esercizio nella primavera del prossimo anno. L'unità galleggiante, ha fatto sapere Snam, proviene dai cantieri di Dubai e ha raggiunto il cantiere navale Fincantieri di Palermo, tra i più importanti del Mediterraneo, dove si fermerà per poco più di un mese per operazioni di rifinitura tecnica. "L'arrivo della nave in acque italiane è un ulteriore tassello della strategia di diversificazione delle forniture di gas avviata nel 2022, che ha consentito al Paese di affrontare con successo la crisi energetica derivante dal conflitto russo-ucraino, anche grazie al contributo del Gnl", ha commentato Stefano Venier, amministratore delegato di Snam. Il Gnl è sempre più strategico per la sicurezza e la diversificazione delle forniture energetiche italiane, rappresentando attualmente circa il 25% del consumo totale di gas del Paese.

Diventano tensioni sui prezzi

Insomma, se non ci sono preoccupazioni per la tenuta del sistema, come in passato, tutti sono concordi nel vedere tensioni sui prezzi ancora per un po’. Ad esempio, l’indicatore di riferimento per il mercato europeo (il Ttf di Amsterdam) ha accarezzato i 49 euro per megawattora, il valore più alto dallo scorso 2 dicembre quanto aveva raggiunto i 48,6 euro. Oggi ha un po’ ritracciato dopo un avvio in rialzo, ma il bilancio dell’anno sfiora comunque il +48 per cento: certo sono lontani i 300 e passa euro del picco della crisi, ma sopra i 50 euro non ci si arriva dall’autunno del 2023.

Questo significa che le bollette sono destinate a diventare più care. Un antipasto si è visto dalla recente comunicazione dell’Arera, che per il primo trimestre del 2025 ha individuato un incremento della luce del 18,2% per i clienti vulnerabili, quelli che sono rimasti sotto la tutela anche dopo il passaggio al mercato libero (sostanzialmente gli over 75 e i percettori dei bonus sociali). La stessa Autorità per l’energia ha rimarcato, dando la notizia degli aumenti, il "perdurare delle tensioni geopolitiche in alcune aree strategiche" e il "rialzo stagionale dei prezzi all'ingrosso dell'energia elettrica, correlato alle quotazioni del gas naturale in vista della stagione invernale".

Secondo le previsioni di Facile.it, ad esempio, nei prossimi 12 mesi il prezzo dell'energia aumenterà di quasi il 30% con un impatto significativo sulle bollette di chi ha un'offerta a prezzo indicizzato. Che, trasferito in bolletta, significa mettere in conto un rincaro nell’ordine dell’11 per cento: per il portale sarà di 272 euro tra luce e gas, con una spesa complessiva che arriverà a 2.841 euro rispetto agli attuali 2.569 euro.

L'analisi - spiega il comparatore – è stata realizzata prendendo in considerazione l'andamento degli indici PSV e PUN negli ultimi 12 mesi (dicembre 2023 - novembre 2024) e le previsioni elaborate dall'European Energy Exchange (EEX) per i 12 mesi successivi, a parità di consumi e altre condizioni economiche che gravano in bolletta. Nello specifico, il PUN, l'indicatore del prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica, secondo le previsioni aumenterà del 30% passando da un valore medio di 0,11 euro/kWh a 0,14 euro/kWh. Invece il PSV, il punto di riferimento per determinare il prezzo del gas naturale all'ingrosso in Italia, salirà del 28%, da 0,38 euro/smc a 0,48 euro/smc. Sulla base di questi dati, Facile.it ha calcolato che il rincaro più corposo si avrà sulla bolletta del gas; per una famiglia tipo la spesa annuale passerà dagli attuali 1.744 euro l'anno a 1.920 euro, con un aumento di 176 euro; per quanto riguarda la bolletta dell'energia elettrica, invece, l'incremento sarà di 96 euro, con una spesa annuale che passerà da 826 euro a 921 euro. "A dicembre il costo delle materie prime è aumentato sensibilmente e le previsioni ci dicono che per i prossimi 12 mesi il prezzo rimarrà su livelli nettamente più alti rispetto al 2024. Una brutta notizia, soprattutto per le famiglie che hanno una tariffa a prezzo indicizzato, che a causa dei rincari vedranno crescere gli importi delle bollette", spiegano gli esperti di Facile.it.

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