Economia

Bonus elettrodomestici, contributi fino a 200 euro ancora fermi in attesa del decreto

Bonus elettrodomestici, contributi fino a 200 euro ancora fermi in attesa del decreto

Serve il testo Mimit-Mef per sbloccare i fondi. Imparato (Applia): “Bene il criterio del Made in Europe. Non ci aspettiamo un click day ma uno sconto del venditore in sede di acquisto”

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MILANO – L’industria del “bianco”, nel mezzo di una crisi di produzione e consumi, resta ancora appesa alla pubblicazione del decreto che dia finalmente attuazione all’atteso bonus elettrodomestici.

Un contributo che vale al massimo 100 euro (ma viene raddoppiato a 200 euro in caso di Isee fino a 25mila euro) per acquistare nuovi elettrodomestici ad alta efficienza energetica, Made in Europe, con contestuale ‘rottamazione’ dei vecchi apparecchi.

Lavori ancora in corso al Mimit, dunque, da dove – in concerto col Mef –devono partire le norme attuative. La Camera ha introdotto il bonus nell’iter di approvazione della Manovra per il 2025, che poi è entrata in vigore dal 1° gennaio. Prevede, per il 2025 appunto, un contributo economico per incentivare l'acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica prodotti in Europa, favorendo il risparmio energetico, il riciclo degli apparecchi obsoleti e il sostegno all'industria, ricorda il dossier parlamentare di accompagnamento alla manovra.

Come funziona il bonus

Nel dettaglio il comma 107 precisa che il bonus è “destinato agli utenti finali, per incentivare l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica (classe non inferiore alla B e prodotti in Europa). L’obiettivo è ridurre i consumi elettrici domestici, migliorare l’efficienza energetica in tale ambito, sostenere la competitività del sistema produttivo industriale e promuovere il corretto smaltimento e riciclo degli apparecchi sostituiti”.

Copre fino al 30% del costo di un singolo elettrodomestico, con un limite massimo di 100 euro per ciascun elettrodomestico con la maggiorazione appunto per gli Isee sotto i 25mila euro.

Teoricamente c’erano sessanta giorni di tempo perché il Mimit di concerto col Mef pubblicasse il decreto di attuazione: ci sono da sciogliere alcuni nodi sull’applicazione del contributo e sulle modalità per richiederlo. La certezza è che ci sono 50 milioni di euro sul piatto.

Marco Imparato, direttore generale di Applia (la Confindustria dei produttori di elettrodomestici), predica pazienza: “Abbiamo avuto numerose interlocuzioni con il Ministero, stanno lavorando intensamente. Siamo consapevoli che i termini di sessanta giorni raramente vengono presi alla lettera. Per altro, il bonus prevede la novità del requisito del ‘made in Europe’, un tema che deve essere affrontato con attenzione per individuare i prodotti realmente fabbricati in Europa e non solamente assemblati: uno screening che richiede tempo”.

Un paletto che, spiega Imparato, “potrebbe diventare una modalità ricorrente anche negli incentivi del futuro”. Nel settore, “la percentuale di importazione sul venduto in Europa oscilla tra il 30 e il 40 per cento – spiega il dg di Applia – un po’ più alta per i frigoriferi e più passa per le lavatrici. C’è una filiera produttiva ancora attiva e il requisito va nella direzione di tutelarla”.

Click day o sconto dal venditore

Resta dunque il giudizio “positivo” sulla misura e la considerazione che “è meglio aspettare qualche settimana per avere uno strumento semplice e immediato”. Da questo punto di vista, l’aspettativa è che il bonus “non prefiguri un click day per le prenotazioni, ma venga erogato direttamente ai punti vendita previa verifica dei requisiti, in forma di sconto sull’acquisto che poi il venditore recupera dalle imposte”, sul modello del bonus tv.

Attuazioni sospese per 580 milioni

Per altro il decreto del bonus elettrodomestici è in buona compagnia. Tra i provvedimenti della Manovra, manca ancora l’attuazione della decontribuzione per le madri lavoratrici, che pesa per ben 300 milioni di risorse che restano ancora nel congelatore. Nel complesso, ha recentemente calcolato il Sole24Ore, mancano all’appello 103 provvedimenti attuativi, di cui 34 già oltre la soglia temporale prevista per l’adozione: solo queste ultime potrebbero sbloccare interventi per oltre 580 milioni di euro a valere sul 2025.

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