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Il prezzo del gas scende, ma le bollette sono più alte del 40% sul 2020

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L’analisi del think tank Ecco ha preso in esame i consumi di tre famiglie a Milano, Roma e Palermo. Nonostante il calo del prezzo della materia prima, l’onere continua a essere ben maggiore rispetto al pre-crisi
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Il solstizio d’inverno e alle porte: ci si prepara ai mesi più freddi dell’anno e, per il quinto anno consecutivo, gli italiani temono stangate sulle bollette del gas. La buona notizia è che il prezzo della materia prima sta scendendo ed è inferiore a un anno fa. Ma questo calo non basterà a evitarci batoste, soprattutto al centro e al sud Italia.

Secondo un’analisi di Ecco, il think tank italiano per il clima, nell’inverno 2025/26 spenderemo in media il 40% in più per il gas rispetto all’ultimo anno precedente alla crisi energetica (2019-20), nonostante il costo della materia prima sia inferiore del 15% rispetto allo scorso inverno, che è stato il più caro di sempre.

Addio “normalità”

Come più volte abbiamo scritto su Repubblica, infatti, il prezzo dell’energia non è mai più tornato sui livelli precedenti alla crisi post-Covid, acuita poi dall’aggressione di Mosca all’Ucraina. Anzi: se possibile è anche cresciuto, come dimostra il caso dello scorso inverno, e la discesa a cui assisti…

Il solstizio d’inverno e alle porte: ci si prepara ai mesi più freddi dell’anno e, per il quinto anno consecutivo, gli italiani temono stangate sulle bollette del gas. La buona notizia è che il prezzo della materia prima sta scendendo ed è inferiore a un anno fa. Ma questo calo non basterà a evitarci batoste, soprattutto al centro e al sud Italia.

Secondo un’analisi di Ecco, il think tank italiano per il clima, nell’inverno 2025/26 spenderemo in media il 40% in più per il gas rispetto all’ultimo anno precedente alla crisi energetica (2019-20), nonostante il costo della materia prima sia inferiore del 15% rispetto allo scorso inverno, che è stato il più caro di sempre.

Addio “normalità”

Come più volte abbiamo scritto su Repubblica, infatti, il prezzo dell’energia non è mai più tornato sui livelli precedenti alla crisi post-Covid, acuita poi dall’aggressione di Mosca all’Ucraina. Anzi: se possibile è anche cresciuto, come dimostra il caso dello scorso inverno, e la discesa a cui assistiamo in questi mesi non basta a normalizzare il costo delle bollette. Anche perché le misure d’emergenza intraprese dal governo Draghi sono state via via abolite, una dopo l’altra.

A novembre 2025, riporta Ecco, il prezzo del gas è sceso sotto i 30 euro al megawattora, “ma resta quasi il doppio rispetto ai livelli del 2019”. Alla forte volatilità del prezzo si è aggiunta una sempre maggior dipendenza dal Gnl (gas naturale liquefatto) che non è una risorsa a buon mercato perché dev’essere - appunto - liquefatto, trasportato ed è sempre più ambito a livello internazionale, con diversi Paesi che se lo contendono.

Bollette stimate

Ecco ha preso in esame tre famiglie in altrettante città - Milano, Roma e Palermo - stimando la bolletta del gas complessiva per il periodo novembre 2025-marzo 2026. Ipotizzando un appartamento di 70 metri quadri:

  • a Milano si spenderanno circa 1080 euro, +31% rispetto al periodo pre-crisi e il -22% rispetto allo scorso inverno;
  • va peggio a Roma, dove la spesa raggiungerà i 1100 euro con un aumento del 43% rispetto all’inverno 2019-20 e appena il -9% rispetto a un anno fa;
  • male anche a Palermo, dove è vero che i costi assoluti sono più bassi (680 euro di gas) ma si tratta del 45% in più sul 2019-20 e solo l’8% in meno rispetto all’inverno passato.

Pompe di calore più convenienti, ma con zavorra

Ma non è un destino già scritto: chi utilizzerà le pompe di calore, o potrà fare l’investimento per installarle, potrà godere di notevoli risparmi. Ad esempio, la bolletta per una famiglia di Milano che utilizza la pompa di calore sia per riscaldamento che per produzione di acqua calda spenderà nel corso dell’inverno circa 630 euro contro gli oltre mille che spenderebbe di gas: -38%.

A Roma si avrebbero i risparmi maggiori: 440 euro di elettricità per avere calore in casa e acqua calda sanitaria, con un risparmio del 53%. Questo è dovuto al fatto che nel Lazio c’è un’addizionale regionale che pesa per circa il 3% sulla bolletta del gas; balzello che invece non c’è in Lombardia e in Sicilia, seppure a Palermo il risparmio sarebbe comunque un interessante -45%.

Sembrerebbe davvero la soluzione ideale. Se non fosse che la fiscalità nel nostro Paese punisce, anziché premiare, chi cerca di elettrificare i consumi slegandosi dal gas. Il think tank Ecco calcola che tasse e oneri sull’elettricità incidono tra il 25 e il 30% sul totale delle bollette, in media, nelle tre città, mentre queste stesse voci pesano tra il 10 e il 19% su quelle del gas.

Insomma, è vero che le tecnologie elettriche sono più efficienti dal punto di vista energetico, ma parte dei benefici in termini di risparmio viene assorbita dai costi fiscali e parafiscali, senza andare a vantaggio diretto dei consumatori. Non sorprende, quindi, che quando si tratta di sborsare alcune migliaia di euro per installare delle pompe di calore, ma anche per acquistare un’auto elettrica da ricaricare in garage, gli italiani ci pensino non due ma cento volte. Con questa tassazione, l’elettrico conviene ma non troppo. E per assorbire l’investimento iniziale possono volerci anni.

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