Caro bollette, come difendersi dalle modifiche unilaterali? Ecco quando l’aumento è illegittimo e a chi rivolgersi per bloccarlo
di Federico Formica , di Federico FormicaAntitrust ha acceso un faro sulle modifiche illegali ai contratti dell'energia. Nonostante la legge vieti agli operatori di aumentare il prezzo anzitempo fino al prossimo aprile, sono almeno quattro le società che, secondo gli elementi raccolti dall'autorità, lo avrebbero fatto in modo illegittimo. Saranno le indagini a confermarlo. Nel frattempo, come possiamo muoverci se riceviamo una comunicazione simile dal nostro operatore di luce o gas?
Cosa succede adesso che Antitrust ha iniziato a indagare sugli aumenti illegittimi?
Anzitutto è bene premettere che Antitrust può comminare sanzioni alle società (da cinquemila a cinque milioni di euro) ma non stabilire indennizzi o risarcimenti a favore dei consumatori. Un effetto concreto però potremmo vederlo nel giro di pochi giorni. Antitrust infatti si è riservata di attivare "procedure cautelari" nei confronti delle quattro società prese di mira. Significa ch…
Antitrust ha acceso un faro sulle modifiche illegali ai contratti dell'energia. Nonostante la legge vieti agli operatori di aumentare il prezzo anzitempo fino al prossimo aprile, sono almeno quattro le società che, secondo gli elementi raccolti dall'autorità, lo avrebbero fatto in modo illegittimo. Saranno le indagini a confermarlo. Nel frattempo, come possiamo muoverci se riceviamo una comunicazione simile dal nostro operatore di luce o gas?
Cosa succede adesso che Antitrust ha iniziato a indagare sugli aumenti illegittimi?
Anzitutto è bene premettere che Antitrust può comminare sanzioni alle società (da cinquemila a cinque milioni di euro) ma non stabilire indennizzi o risarcimenti a favore dei consumatori. Un effetto concreto però potremmo vederlo nel giro di pochi giorni. Antitrust infatti si è riservata di attivare "procedure cautelari" nei confronti delle quattro società prese di mira. Significa che nel giro di pochi giorni potrebbe bloccare gli aumenti o le risoluzioni contrattuali annunciate da Iren, Iberdrola, E-On e Dolomiti. Fermo restando che, alla fine del procedimento (ma qui si parla di almeno 5 mesi), queste misure potrebbero essere confermate o revocate, a seconda dell'esito.
Mi è arrivata una proposta di modifica unilaterale del contratto, a chi posso rivolgermi per oppormi?
La prima cosa da fare è inviare un reclamo via Pec, o con raccomandata a/r, al proprio operatore, per sollevare la questione. Online circolano diversi moduli precompilati, ma l'elemento fondamentale della lettera dev'essere il riferimento giuridico: l'aumento è illegittimo ai sensi dell'articolo 3 del decreto legge numero 115 del 9 agosto 2022, convertito nel Ddl 2685/2022. Il gestore è obbligato a rispondere al reclamo scritto entro 30 giorni solari. Trascorso questo periodo, se la risposta non è arrivata o non è soddisfacente, si può fare un passo in più: adire la conciliazione di Arera. Si tratta di uno strumento gratuito per risolvere le controversie con il proprio gestore, senza per questo andare in tribunale: le parti si incontrano in videochat insieme a un "paciere", un conciliatore di professione. I tempi sono molto brevi rispetto alla giustizia ordinaria: in media dura un mese e mezzo e comunque non può superare i 90 giorni. Se il tentativo di accordo non soddisfa il cliente, a quel punto si può andare in tribunale.
Il mio contratto è in scadenza: il Decreto aiuti mi consente di prolungarlo alle stesse condizioni?
No. La legge interviene sui tentativi di modifica di contratti ancora in essere, non su quelli in scadenza. Molto spesso i contratti del mercato libero durano 12 o 24 mesi. Diversi mesi prima della scadenza l'operatore manda al cliente la sua proposta di rinnovo che, visto il periodo di caro-bollette, sarà molto più cara rispetto all'offerta in corso. Precisiamo che può farlo e il cliente non può appellarsi al decreto Aiuti bis. A questo punto restano due possibilità: la prima è non fare nulla e lasciare che il contratto venga prorogato alle nuove condizioni; la seconda è cercare un'offerta migliore sul Portale offerte di Arera e cambiare gestore.
Ho un contratto di luce/gas a tempo indeterminato, ma con aggiornamenti periodici: l'operatore può alzare la tariffa?
In una nota congiunta di metà ottobre Arera e Antitrust hanno spiegato che questo tipo di contratto non è soggetto al Decreto aiuti bis. Si tratta di offerte in cui non c'è una vera e propria scadenza, ma l'accordo firmato dalle parti prevede che il prezzo della componente energia si aggiorni periodicamente (in genere ogni 12 mesi). Se la modifica del prezzo avviene nei tempi previsti dal contratto, quindi, il cliente non può far altro che accettarla, oppure cercarsi un altro operatore sul mercato libero.
Il mio gestore di energia non mi presenta una nuova offerta ma vuole risolvere il contratto, posso oppormi?
Se il contratto lo prevede (e quasi sempre lo prevede), l'operatore può recedere in qualsiasi momento dall'accordo e lasciare così il proprio cliente. Questo non significa che possa fare come e quando vuole: ai clienti domestici dev'essere fornito un preavviso di almeno sei mesi. Se questo preavviso non viene rispettato la strada è quella già indicata al primo punto: prima il reclamo, poi (se il reclamo non ha avuto effetto), la conciliazione.
Il gestore mi obbliga ad accettare il rincaro, dietro minaccia di risolvere il contratto: può farlo?
Purtroppo è una pratica che, a detta delle stesse Arera e Antitrust, si sta vedendo spesso in queste settimane. Gli operatori scrivono al consumatore che, se non accetterà le nuove condizioni, il contratto verrà risolto per "eccessiva onerosità sopravvenuta". Le due autorità spiegano che questo si può fare, ma solo dopo aver ottenuto l'assenso di un giudice e, comunque, dopo aver chiesto di attivare il servizio di ultima istanza, una "rete protettiva" per non lasciare senza energia i clienti abbandonati dal fornitore. Dunque, senza pronuncia del giudice, nessun operatore può risolvere il contratto adducendo questa motivazione.