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Mutui, tassi ancora in crescita. Giovani, la domanda è forte. Ma comprar casa rischia di diventare un’utopia

(ansa)
Mentre governo e Abi cercano un’intesa sul caro-mutui, il mercato reclama una stabilizzazione e un rafforzamento delle garanzie statali per gli under 36. Per una questione di equità sociale
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Mentre governo e Abi cercano un accordo per alleviare il peso dei mutui sulle famiglie soffocate dal rialzo dei tassi, torna con forza il tema dell’accesso ai finanziamenti per l’acquisto della casa, che riguarda in primo luogo i giovani.

Mutui a picco nel primo semestre

Secondo le ultime rilevazioni di Crif, nel primo semestre di quest’anno le richieste di mutui hanno fatto segnare un crollo del 22,4% rispetto al corrispondente periodo del 2022.

La ragione? In primo luogo la crescita della rata dei contratti a tasso variabile, con un +40% rispetto alla primavera dello scorso anno, prima cioè che la Bce avviasse la stretta monetaria. Né la corsa sembra vicina alla fine, considerato che nella prossima riunione dell’Eurotower, in programma il 27 luglio, è atteso un altro ritocco all’insù del tasso ufficiale.

“L’innalzamento dei tassi di interesse fissati dalla Bce ha inevitabilmente frenato la richiesta dei mutui e, di conseguenza, le famiglie italiane hanno dovuto fare i conti con una …

Mentre governo e Abi cercano un accordo per alleviare il peso dei mutui sulle famiglie soffocate dal rialzo dei tassi, torna con forza il tema dell’accesso ai finanziamenti per l’acquisto della casa, che riguarda in primo luogo i giovani.

Mutui a picco nel primo semestre

Secondo le ultime rilevazioni di Crif, nel primo semestre di quest’anno le richieste di mutui hanno fatto segnare un crollo del 22,4% rispetto al corrispondente periodo del 2022.

La ragione? In primo luogo la crescita della rata dei contratti a tasso variabile, con un +40% rispetto alla primavera dello scorso anno, prima cioè che la Bce avviasse la stretta monetaria. Né la corsa sembra vicina alla fine, considerato che nella prossima riunione dell’Eurotower, in programma il 27 luglio, è atteso un altro ritocco all’insù del tasso ufficiale.

“L’innalzamento dei tassi di interesse fissati dalla Bce ha inevitabilmente frenato la richiesta dei mutui e, di conseguenza, le famiglie italiane hanno dovuto fare i conti con una perdita del potere d’acquisto che pesa inevitabilmente sulle decisioni di spesa”, commenta Simone Capecchi, executive Director di Crif. “Gli effetti di un’inflazione persistente sui bilanci delle famiglie, in presenza di tassi d’interesse più elevati porteranno, dopo anni in cui il livello di rischio era stato molto contenuto, a un peggioramento dei tassi di default”.

Dunque, in vista di crescenti difficoltà nel pagamento delle rate da parte delle famiglie, le banche stringono i cordoni della borsa e inevitabilmente la maggiore selettività penalizza i giovani, che hanno minori garanzie da offrire.

Garanzie per i giovani da rafforzare

Eppure la domanda di una casa di proprietà è forte anche tra i più giovani, che pure in altri settori di consumo preferiscono il possesso alla proprietà (basti pensare alla rivoluzione in atto nella mobilità con il decollo del car sharing).

Ecco allora che dagli operatori di settore arriva la richiesta di rafforzare la misura introdotta dal governo Draghi nel 2021, che permette di ottenere una garanzia statale fino all’80% del valore dell’immobile, il che spinge le banche a finanziare fino al 95-100% del valore dell’immobile. Beneficio che si applica fino a un ammontare del finanziamento di 250 mila euro e a chi ha un Isee (indicatore della capacità economica familiare) non superiore ai 40 mila euro.

“Le soluzioni discusse nelle ultime settimane aggiungono poco di nuovo e non supportano la crescita del mercato dei mutui”, commenta Alessio Santarelli, ad di MutuiOnline a proposito dell’ipotesi di rimodulare i mutui in essere, prospettata dall’esecutivo e frutto di un confronto con l’Abi.

“Il Mutuo Giovani è stato l’ultimo strumento solido proposto dal legislatore per supportare l’acquisto delle prime case. Bisognerebbe rendere permanente le agevolazioni per gli under 36 anche in modo da agevolare una pianificazione a più lungo termine, impossibile con continue estensioni di pochi mesi. Sarebbe inoltre auspicabile valutare l’estensione dei benefici per i giovani a una popolazione più ampia (ad esempio fino agli “under 41”?) a seconda delle disponibilità dello Stato”, aggiunge.

Del resto, le domande da parte dei giovani – sempre secondo MutuiOnline – sono quasi il 40% del totale, a fronte di un beneficio in scadenza il 30 settembre prossimo. E, considerato il periodo vacanziero, c’è il rischio che in tanti non riescano ad accedere all’agevolazione. Stabilizzare la norma e magari estendere le facilitazioni per questa fascia di popolazione risulta, dunque, prioritario per consentire a una vasta fetta di popolazione, per altro la più penalizzata dalle politiche degli ultimi decenni, di realizzare il sogno di una casa di proprietà. Con benefici anche sulla stabilità sociale.

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