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Il portafoglio per il 2025, occhi puntati sui dividendi: ecco i titoli da monitorare

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A fronte di multipli elevati, si riducono gli spazi di rivalutazione delle principali classi d’investimento. L’opzione di entrate periodiche può consentire di pagare rate e bollette senza ansie
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ROMA – Azioni, bond, commodity e criptovalute. Il 2024 va in archivio come un anno d’oro per quasi tutte le asset class e le principali preoccupazioni per i prossimi mesi sono relative alla sostenibilità di questo trend a fronte di un andamento dell’economia reale non certo entusiasmante. Detto che la tentazione di togliere i soldi dal tavolo è forte, ma esporrebbe a perdita certa per l’erosione attuata dall’inflazione, potrebbe essere giunto il momento di puntare sui titoli ad alto dividendo.

Investire in azioni, puntando a entrate periodiche come le obbligazioni

Assicurarsi un flusso di entrate periodiche sulla falsariga delle cedole obbligazionarie, ma puntando anche alla rivalutazione dei titoli: è l’obiettivo di chi investe sulle azioni ad alto dividendo, che …

ROMA – Azioni, bond, commodity e criptovalute. Il 2024 va in archivio come un anno d’oro per quasi tutte le asset class e le principali preoccupazioni per i prossimi mesi sono relative alla sostenibilità di questo trend a fronte di un andamento dell’economia reale non certo entusiasmante. Detto che la tentazione di togliere i soldi dal tavolo è forte, ma esporrebbe a perdita certa per l’erosione attuata dall’inflazione, potrebbe essere giunto il momento di puntare sui titoli ad alto dividendo.

Investire in azioni, puntando a entrate periodiche come le obbligazioni

Assicurarsi un flusso di entrate periodiche sulla falsariga delle cedole obbligazionarie, ma puntando anche alla rivalutazione dei titoli: è l’obiettivo di chi investe sulle azioni ad alto dividendo, che negli ultimi anni sono cresciute di numero soprattutto per intercettare i piccoli investitori, i quali usano i dividendi magari per pagare le bollette o la rata dell’auto.

Ma in economia nessun pasto è gratis, per cui occorre ricordare che il giorno dello stacco, il titolo tende a perdere in linea con l'ammontare del dividendo. Dunque, più che guardare all’ammontate della somma distribuita, bisognerebbe concentrarsi sulla sostenibilità del dividendo nel lungo termine, sulla coerenza della politica di remunerazione, evitando titoli che offrono rendimenti elevati ma sporadici o discontinui, infine sulla solidità patrimoniale e reddituale delle aziende, con la preferenza a quelle non eccessivamente indebitate e in grado di generare un buon ritorno sul capitale.

Le preferenze dei gestori

Alla luce di questo scenario, Moreno Zani, presidente di Tendercapital, individua cinque titoli particolarmente interessanti. Si comincia da Allianz, che nel terzo trimestre ha visto crescere il margine operativo del 14% nel confronto annuo (a 3,9 miliardi di euro), il 3% di quanto stimato dagli analisti. “Il management ha rivisto al rialzo la guidance per il 2024, prevedendo che il margine operativo si collochi nella parte alta del range di 13,8-15,8 miliardi”, sottolinea Zani. Allianz offre un dividend yield (cioè il rapporto tra il dividendo e il prezzo di Borsa) del 4,6% “ed è tra i titoli migliori dell’Eurozona, con un incremento del +53,4% nell’ultimo anno”.

Quindi l’esperto segnala Generali, che nel periodo luglio-settembre ha riportato un margine operativo superiore del 17% rispetto alle stime, trainato da entrambi i rami, vita e danni. Inoltre la società guidata da Philippe Donnet sta accelerando nel risparmio gestito, business che conserva una buona redditività. Tendercapital vede prospettive positive anche per Terna, gestore monopolista della rete elettrica italiana, che di recente ha rivisto al rialzo le guidance per l’Ebitda (+3%) e l’utile per azione (+6%) del 2024, rispettivamente a 2,5 miliardi di euro e 0,52 euro per azione. Terna offre un dividend yield del 4,4%. Il quarto titolo indicato è la multiutility lombarda A2A, che ha annunciato il nuovo piano industriale 2024-2035 con investimenti per 22 miliardi, focalizzati sulla transizione energetica. La nuova politica di dividendi prevede una crescita annuale minima del 4% (rispetto al 3% precedente) e il rapporto tra prezzo e utili attesi è del 4,4%.

A completare la rosa è RaiWay, che gestisce le infrastrutture di trasmissione per il servizio pubblico radiotelevisivo. Il piano industriale 2024-2027 prevede investimenti per140 milioni in data center e il dividend yield si attesta al 6,3%.

Le occasioni europee

Non solo Italia. In un’ottica di diversificazione, Gianrito Nicodemo, gestore del fondo Zest Mediterraneus Absolute Value, segnala Vinci, multinazionale attiva nel settore delle costruzioni e delle concessioni, “che negli ultimi tempi ha sofferto in Borsa per l’incertezza politica in Francia e oggi scambia su livelli contenuti, a circa undici volte gli utili. La società è riconosciuta per la sua solida generazione di cassa e prevede un dividendo vicino al 5% per il prossimo anno”, sottolinea. Stessa patria per Société Générale, la seconda banca più grande di Francia, che ha intrapreso una significativa ristrutturazione negli ultimi due anni. “Attualmente, il titolo è valutato con uno sconto del 60% sul patrimonio netto e un p/e di 5,5 previsto per il 2025, rendendolo un'opportunità interessante nel settore bancario europeo. Il recente cambio di management mira a migliorare la redditività, con un dividendo previsto vicino al 5% per il 2025”, sottolinea Nicodemo.

L’ultima indicazione è per Lottomatica, player italiano dei giochi e delle scommesse, “con una crescita notevole nel segmento dell'online gaming. Nonostante le buone performance dal suo debutto in borsa, le valutazioni rimangono interessanti, con un p/e previsto sotto dieci”, spiega l’esperto. “Il mercato del gioco online in Italia ha registrato una crescita esponenziale negli ultimi anni, con un fatturato che ha raggiunto e superato i 30 miliardi di euro nel 2023”.

La voce contraria

Non tutti, comunque, la pensano allo stesso modo. I dividendi sono la distribuzione di una quota degli utili generati dalla società, che sostanzialmente rinuncia a utilizzarli per gli investimenti, preferendo distribuirli ai soci. Per Carlo?De?Luca, responsabile asset management di Gamma Capital Markets, in un contesto con basse probabilità di recessione non sembrano esservi grandi opportunità tra i titoli ad alto dividendo.

“Continuiamo a preferire i growth (quelli ad alto potenziale di crescita, a cominciare dal settore tecnologico, poco inclino a distribuire dividendi, ndr) fintanto che il mercato mantiene una visione ottimista sull’economia statunitense”, sottolinea. Quanto all’Europa, Gamma ha una posizione di sottopeso, pur non escludendo del tutto un’esposizione ai listini del Vecchio continente in ottica di diversificazione.

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