Superbonus, la comunicazione della cessione del credito slitta al 31 marzo. Dai familiari alla divisione, le opzioni per chi non riesce a vendere a banche e Poste
di Antonella Donati , di Antonella DonatiSlitta di due settimane il termine per l'invio all'Agenzia delle entrate delle comunicazioni di cessione del credito da Superbonus per le spese del 2022. Grazie ad un emendamento della maggioranza approvato in Commissione al decreto Milleproproghe, infatti, la scadenza è stata spostata dal 16 al 31 marzo. Il decreto è da oggi pomeriggio all'esame dell'Aula e dovrà essere definitivamente convertito in legge entro il 28 febbraio.
Più tempo per decidere
Con il mini rinvio della scadenza, che riguarda sia le spese sostenute nel 2022 sia la cessione delle rate residue non fruite delle detrazioni riferite al 2020 e al 2021, ci saranno due settimane in più di tempo per decidere cosa fare. In caso di risposta negativa sulle pratiche in lavorazione presso banche e Poste spa, e per chi non ha potuto avviare la cessione con questi istituti, in questo mese e mezzo si dovrà scegliere se trovare altri soggetti a cui cedere tutto il credito…
Slitta di due settimane il termine per l'invio all'Agenzia delle entrate delle comunicazioni di cessione del credito da Superbonus per le spese del 2022. Grazie ad un emendamento della maggioranza approvato in Commissione al decreto Milleproproghe, infatti, la scadenza è stata spostata dal 16 al 31 marzo. Il decreto è da oggi pomeriggio all'esame dell'Aula e dovrà essere definitivamente convertito in legge entro il 28 febbraio.
Più tempo per decidere
Con il mini rinvio della scadenza, che riguarda sia le spese sostenute nel 2022 sia la cessione delle rate residue non fruite delle detrazioni riferite al 2020 e al 2021, ci saranno due settimane in più di tempo per decidere cosa fare. In caso di risposta negativa sulle pratiche in lavorazione presso banche e Poste spa, e per chi non ha potuto avviare la cessione con questi istituti, in questo mese e mezzo si dovrà scegliere se trovare altri soggetti a cui cedere tutto il credito, dato che la prima cessione è sempre ammessa anche al di fuori del sistema finanziario; cederne solo una quota e portare in detrazione le spese per cui c'è capienza nell'imposta; oppure, infine, dividere con i propri familiari la detrazione in modo da non perdere il vantaggio fiscale.
Credito e compensazione
Chi acquista il credito, comunque, deve avere delle imposte da pagare (compresa l'Imu) o dei contributi previdenziali da versare tramite modello F24. Il credito acquistato, infatti, si può "spendere" solo per pagare imposte future, non per compensare quelle trattenute dal sostituto di imposta.
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Cessione per codice intervento
Se non si trova un soggetto disposto ad acquistare tutto il credito maturato, è comunque possibile cederne solo una parte. Come sottolineato nella circolare 33/2022 dell'Agenzia delle entrate, infatti, la cessione va effettuata con distinti modelli, uno per ciascun tipo di intervento effettuato, indicando il relativo codice identificativo, a prescindere dal fatto che le spese si riferiscano tutte ad un solo progetto. E' quindi possibile cedere, ad esempio, le spese per i pannelli solari e la pompa di calore, e detrarre quelle per gli infissi, o viceversa, tenendo conto della propria capienza fiscale.
Divisione della spesa in famiglia
Altra possibilità è quella di suddividere la spesa con altri familiari conviventi che abbiano a loro volta sufficiente capienza fiscale. Per il Superbonus, come per tutti gli altri bonus edilizia, infatti, anche se uno solo dei comproprietari o solo uno dei familiari ha effettuato il bonifico e ha indicato solo il suo codice fiscale come beneficiario della detrazione, è possibile annotare sulla fattura che anche altri hanno contribuito alla spesa, così che possano usufruire anche loro della detrazione.
Cessione per tutte le rate residue
Quanto invece alle rate residue delle spese effettuate nel 2020 e nel 2021 dopo aver portato in detrazione la prima annualità non c'è la possibilità di cedere le rate successive singolarmente. La cessione, quindi, deve avvenire obbligatoriamente considerando il totale delle rate rimanenti, come risulta anche dal modello per la comunicazione di cessione che non prevede altre opzioni.