Non metterei sullo stesso piano il canone del modem con il rincaro dell’abbonamento. Il primo è qualcosa che finalmente anche il Tar ha detto si può smettere di pagare, se l’utente restituisce il modem; come già affermato da Agcom. Il secondo è una facoltà degli operatori. Direi la sola rimasta loro, in fatto di variazioni contrattuali: come affermato dal Consiglio di Stato a maggio dell’anno scorso, non possono aggiungere servizi o modificare la natura di un contratto (com’erano soliti fare), ma possono solo modificare servizi già esistenti (prezzo o caratteristiche).
Credo anche che il rincaro nello stesso periodo della sentenza del Tar sia una coincidenza. Il rincaro è stato comunicato a novembre, la sentenza è di febbraio. In ogni caso questi rincari sono periodici e abbastanza a tappeto, mirati su tipologie di tariffe e servono agli operatori a riequilibrare la sostenibilità dei conti messi alla prova dai forti sconti fatti sulle offerte (costi del modem a parte).
In questa situazione dinamica, la migliore difesa degli utenti è l’attenzione. Attenzione agli avvisi dei rincari, quindi, per prima cosa. Ma anche ai propri diritti, che le autorità e a volte anche i giudici stabiliscono ma spesso gli operatori non applicano. Come quello a non dover pagare il modem, ormai acclarato.
Credo anche che il rincaro nello stesso periodo della sentenza del Tar sia una coincidenza. Il rincaro è stato comunicato a novembre, la sentenza è di febbraio. In ogni caso questi rincari sono periodici e abbastanza a tappeto, mirati su tipologie di tariffe e servono agli operatori a riequilibrare la sostenibilità dei conti messi alla prova dai forti sconti fatti sulle offerte (costi del modem a parte).
In questa situazione dinamica, la migliore difesa degli utenti è l’attenzione. Attenzione agli avvisi dei rincari, quindi, per prima cosa. Ma anche ai propri diritti, che le autorità e a volte anche i giudici stabiliscono ma spesso gli operatori non applicano. Come quello a non dover pagare il modem, ormai acclarato.