Con l’aumento delle fonti rinnovabili come solare ed eolico – che per loro natura sono intermittenti – cresce la necessità di gestire la variabilità dell’offerta: quando manca il sole o il vento, serve capacità di riserva; quando la produzione esplode nelle ore di sovra-offerta, è necessario disporre di sistemi in grado di immagazzinare energia per restituirla nei momenti critici. Le batterie permettono proprio questo: accumulare elettricità nei momenti favorevoli e rilasciarla quando serve, bilanciando domanda e offerta.
È una funzione sempre più essenziale man mano che la quota di rinnovabili cresce nel mix energetico, garantendo stabilità, flessibilità e sicurezza al sistema elettrico. I sistemi di accumulo – i cosiddetti Bess (Battery Energy Storage Systems) – consentono di regolare frequenza e tensione, ridurre il rischio di blackout e fornire servizi ancillari alla rete, contribuendo alla resilienza complessiva dell’infrastruttura.
In Italia la spinta allo storage è ormai una priorità industriale. Negli ultimi due anni la capacità installata è quasi quadruplicata, superando a fine 2024 gli 11 GWh complessivi di capacità di accumulo, secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Anie. Si tratta della quantità di energia che il sistema è in grado di immagazzinare e restituire, grazie alla crescita combinata di sistemi utility-scale e di impianti residenziali e industriali. Il segmento dei grandi accumulatori – oltre 3,3 GWh – è quello in più rapida espansione, mentre le batterie domestiche e commerciali, spesso abbinate a impianti fotovoltaici o eolici, migliorano l’efficienza dell’autoconsumo e alleggeriscono la rete.
Nel panorama europeo, l’Italia si posiziona tra i mercati più dinamici e promettenti, insieme a Regno Unito e Irlanda. Secondo Aurora Energy Research, la capacità complessiva di accumulo in Europa passerà dai circa 7 GW del 2023 a oltre 50 GW entro il 2030, con l’Italia che potrebbe superare 9 GW. Un mercato che potrà generare oltre 30 miliardi di euro di investimenti nei prossimi anni.
Enel, il gruppo guidato da Flavio Cattaneo, dispone già di 21 impianti Bess, per una potenza totale di circa 1700 MW di storage operativo e diversi progetti in corso. Nel prossimo futuro è prevista la realizzazione di ulteriori 6 impianti per ulteriori 1300 MW di potenza di fatto portano a raddoppiare la quantità di energia immagazzinabile nelle batterie.
Tra gli esempi più significativi c’è Trino, in provincia di Vercelli, dove Enel ha realizzato il più grande impianto solare e di accumulo del Nord Italia: 87 MW di potenza fotovoltaica e 230 MW di batterie agli ioni di litio. Il sistema produce energia pulita per circa 47 mila famiglie e fornisce servizi di bilanciamento alla rete. Anche a Pietrafitta (Umbria) e a Montalto di Castro (Lazio) Enel ha affiancato ai nuovi impianti fotovoltaici moderni sistemi di storage da 100 MW, trasformando ex aree industriali in laboratori di innovazione energetica.
Le batterie di nuova generazione garantiscono tempi di risposta rapidi, riducono l’intermittenza della generazione rinnovabile e permettono di gestire con maggiore efficienza i picchi di domanda. Allo stesso tempo, rappresentano un fattore di competitività: più il sistema è stabile e prevedibile, minore è la necessità di ricorrere a fonti fossili o importazioni per coprire le fluttuazioni.
Il passo successivo nei mercati dell’energia del Continente sarà costruire una filiera industriale europea in grado di sostenere questa crescita, attraverso ricerca su materiali più durevoli, riduzione dei costi di produzione e strategie di riciclo delle batterie a fine vita. Anche da questo dipenderà la solidità di un sistema elettrico in cui lo storage rappresenta un pilastro chiave della transizione energetica.