MILANO - Da Autogrill a Luxottica, sono tante le aziende italiane che negli anni hanno fatto acquisizioni negli Usa e che direttamente e indirettamente sono legate al dollaro. Ora dopo la decisione della Bce di tagliare i tassi il biglietto verde è tornato sui livelli minimi e promette di restare debole almeno fino al 2015. Questi in pillole i consigli degli esperti.
Giampaolo Trasi, responsabile del mercato azionario e del credito di Intesa Sanpaolo. La discesa del rapporto di cambio euro-dollaro, che ha avuto un'accelerazione nel corso delle ultime settimane, non mancherà di produrre effetti sulla dinamica degli utili di numerose società quotate alla Borsa di Milano. Per comprendere la rilevanza del fattore cambio, si può far riferimento, per esempio, alla stagione dei risultati trimestrali appena conclusa: il fattore cambio ha infatti rappresentato un elemento fortemente negativo per le società industriali esposte sui mercati extra-europei; così pure era avvenuto per i risultati del primo trimestre. Tale effetto negativo dovrebbe però gradualmente diminuire nel corso del 2°semestre 2014, fino ad invertire il proprio segno con l'inizio del 2015. L'attuale debolezza dell'euro si protrarrà anche nel 2015, quando l'attesa è per un cambio euro - dollaro tra 1,25 e 1,30.
Per valutare correttamente gli effetti sui conti delle società quotate, dobbiamo ricordare che, ai fini della conversione in euro di costi e ricavi realizzati in valute estere, si utilizza il cambio medio del periodo: così, per esempio, nel corso del terzo trimestre, riteniamo che l'effetto del cambio euro dollaro sui risultati delle società quotate dovrebbe essere nel complesso neutrale (nel confronto con il cambio medio del terzo trim 2013). Nel quarto trimestre invece l'effetto cambio potrebbe essere lievemente positivo (dato che tra ottobre e dicembre del 2013 il cambio si era mosso tra 1.35 e 1.38 circa). Tra i settori esposti al fattore cambio ricordiamo, tra gli altri, gli industriali, le società di impiantistica e costruzioni, le società operanti nel comparto dei beni di lusso, i mezzi di trasporto.
L'ufficio studi di Equita e Mediobanca Per il broker l'effetto cambio legato alle mosse della Banca centrale europea dovrebbe favorire tutte le aziende cicliche legate al cambio con in bigleitto verde, e in particolare gli epserti della società di intermediazione consigliavano di acquistare Buzzi, Ferragamo, Fiat, Danieli Luxottica eTenaris. A questa lista gli esperti di Mediobanca, anche in base alle valutazioni attuali dei titoli sensibili al dollaro, aggiungono Autogrill, Gtech, Marr e Saipem.
E in generale le società direttamente, e il consensus degli analisti del mercato fa notare che:
Lusso Per quanto riguarda le aziende del lusso vale la pena ricordare che Ferragamo realizza il 20% dei ricavi in dollari, Tod's il 10% e Geox solo il 7% , ma sono le società dell'ochileria quelle più esposte al cambio. Luxottica realizza il 60% delle sue vendite in Usa, ma anche un grossa fetta dei suoi costi in dollari, per cui per ogni apprezzamento della valuta americana del 10% gli utili del colosso di occhiali salgono del 9%. Safilo genera il 45% delle vendite in Usa, ogni centesimo di variazione nel cambio, fa aumentare il risultato operativo di 100-150mila euro.
Auto. Anche il settore auto è molto sensibile al biglietto verde e nell'ordine, dopo l'acquisizione di Chrysler il 60% dei ricavi Fiat è realizzato in area dollaro, il 28% del fatturato di Cnh, il 24% delle vendite di Brembo, il 17% di quelle di Landi Renzo, il 14% di quelle di Sogefi e l'11% di quelle di Pirelli.
Costruzioni .Settore dei materiali di costruzioni è ugualmente sensibile al biglietto verde, mentre i nostri costruttori sono poco esposti sulle commesse Usa. E in particolare Buzzi Unicem realizza crica il 40% del suo margine lordo in valuta Usa, contro l'8% di Italcementi che invece è molto esposta sui mercati emergenti data la sua forte presenza sui mercati emergenti come Egitto, Marocco e India. Sia Astaldi che Impregilo sono invece molto presenti in Europa e Italia, ma pochissimo del loro portafoglio ordini è in valuta Usa.
Energetici. Tra gli energetici, Tenaris è la più esposta agli Usa, ma già realizza il suo bilancio in dollari, mentre per le utilities che in generale sono molto legate al fatturato domestico l'impatto è poco significativo, anche indirettamente sono influenzate dalle quotazioni di gas e petrolio. Quanto a Eni, per ogni cinque centesimi di variazione positiva del cambio, il gruppo ha un guadagno di circa il 5% in termini di risultato operativo (tenendo buoni i risultati e i cambi del 2013). Per Saipem invece il 5% della variazione della valuta si traduce in un effetto positivo sul risultato operativo del 3,5%.
Le italo-americane. A livello di singole aziende vale la pena di ricordare che il 65% del margine operativo lordo di Autogrill deriva dalla controllata Usa Hsm Host, mentre per la cugina dei duty free, Wdf, il 60% circa le margine lordo viene realizzato in Inghilterra e la sterlina è direttamente collegata al biglietto verde. Gtech finora ha realizzato meno di un terzo del suo fatturato negli Usa, ma dopo l'acquisizione di Igt, e grazie al rifinanziamento del debito, sarà molto esposta al biglietto verde. Stesso discorso per StM che è l'unico colosso dei semiconduttori del Vecchio continente. Infine date le acquisizioni fatte negli anni, Sorin e Finmeccanica generano un quinto dei loro ricavi in dollari, mentre Prysmian e Ansaldo hanno rispettivamente il 13% e l'11% del fatturato realizzato in valuta Usa.
Giampaolo Trasi, responsabile del mercato azionario e del credito di Intesa Sanpaolo. La discesa del rapporto di cambio euro-dollaro, che ha avuto un'accelerazione nel corso delle ultime settimane, non mancherà di produrre effetti sulla dinamica degli utili di numerose società quotate alla Borsa di Milano. Per comprendere la rilevanza del fattore cambio, si può far riferimento, per esempio, alla stagione dei risultati trimestrali appena conclusa: il fattore cambio ha infatti rappresentato un elemento fortemente negativo per le società industriali esposte sui mercati extra-europei; così pure era avvenuto per i risultati del primo trimestre. Tale effetto negativo dovrebbe però gradualmente diminuire nel corso del 2°semestre 2014, fino ad invertire il proprio segno con l'inizio del 2015. L'attuale debolezza dell'euro si protrarrà anche nel 2015, quando l'attesa è per un cambio euro - dollaro tra 1,25 e 1,30.
Per valutare correttamente gli effetti sui conti delle società quotate, dobbiamo ricordare che, ai fini della conversione in euro di costi e ricavi realizzati in valute estere, si utilizza il cambio medio del periodo: così, per esempio, nel corso del terzo trimestre, riteniamo che l'effetto del cambio euro dollaro sui risultati delle società quotate dovrebbe essere nel complesso neutrale (nel confronto con il cambio medio del terzo trim 2013). Nel quarto trimestre invece l'effetto cambio potrebbe essere lievemente positivo (dato che tra ottobre e dicembre del 2013 il cambio si era mosso tra 1.35 e 1.38 circa). Tra i settori esposti al fattore cambio ricordiamo, tra gli altri, gli industriali, le società di impiantistica e costruzioni, le società operanti nel comparto dei beni di lusso, i mezzi di trasporto.
L'ufficio studi di Equita e Mediobanca Per il broker l'effetto cambio legato alle mosse della Banca centrale europea dovrebbe favorire tutte le aziende cicliche legate al cambio con in bigleitto verde, e in particolare gli epserti della società di intermediazione consigliavano di acquistare Buzzi, Ferragamo, Fiat, Danieli Luxottica eTenaris. A questa lista gli esperti di Mediobanca, anche in base alle valutazioni attuali dei titoli sensibili al dollaro, aggiungono Autogrill, Gtech, Marr e Saipem.
E in generale le società direttamente, e il consensus degli analisti del mercato fa notare che:
Lusso Per quanto riguarda le aziende del lusso vale la pena ricordare che Ferragamo realizza il 20% dei ricavi in dollari, Tod's il 10% e Geox solo il 7% , ma sono le società dell'ochileria quelle più esposte al cambio. Luxottica realizza il 60% delle sue vendite in Usa, ma anche un grossa fetta dei suoi costi in dollari, per cui per ogni apprezzamento della valuta americana del 10% gli utili del colosso di occhiali salgono del 9%. Safilo genera il 45% delle vendite in Usa, ogni centesimo di variazione nel cambio, fa aumentare il risultato operativo di 100-150mila euro.
Auto. Anche il settore auto è molto sensibile al biglietto verde e nell'ordine, dopo l'acquisizione di Chrysler il 60% dei ricavi Fiat è realizzato in area dollaro, il 28% del fatturato di Cnh, il 24% delle vendite di Brembo, il 17% di quelle di Landi Renzo, il 14% di quelle di Sogefi e l'11% di quelle di Pirelli.
Costruzioni .Settore dei materiali di costruzioni è ugualmente sensibile al biglietto verde, mentre i nostri costruttori sono poco esposti sulle commesse Usa. E in particolare Buzzi Unicem realizza crica il 40% del suo margine lordo in valuta Usa, contro l'8% di Italcementi che invece è molto esposta sui mercati emergenti data la sua forte presenza sui mercati emergenti come Egitto, Marocco e India. Sia Astaldi che Impregilo sono invece molto presenti in Europa e Italia, ma pochissimo del loro portafoglio ordini è in valuta Usa.
Energetici. Tra gli energetici, Tenaris è la più esposta agli Usa, ma già realizza il suo bilancio in dollari, mentre per le utilities che in generale sono molto legate al fatturato domestico l'impatto è poco significativo, anche indirettamente sono influenzate dalle quotazioni di gas e petrolio. Quanto a Eni, per ogni cinque centesimi di variazione positiva del cambio, il gruppo ha un guadagno di circa il 5% in termini di risultato operativo (tenendo buoni i risultati e i cambi del 2013). Per Saipem invece il 5% della variazione della valuta si traduce in un effetto positivo sul risultato operativo del 3,5%.
Le italo-americane. A livello di singole aziende vale la pena di ricordare che il 65% del margine operativo lordo di Autogrill deriva dalla controllata Usa Hsm Host, mentre per la cugina dei duty free, Wdf, il 60% circa le margine lordo viene realizzato in Inghilterra e la sterlina è direttamente collegata al biglietto verde. Gtech finora ha realizzato meno di un terzo del suo fatturato negli Usa, ma dopo l'acquisizione di Igt, e grazie al rifinanziamento del debito, sarà molto esposta al biglietto verde. Stesso discorso per StM che è l'unico colosso dei semiconduttori del Vecchio continente. Infine date le acquisizioni fatte negli anni, Sorin e Finmeccanica generano un quinto dei loro ricavi in dollari, mentre Prysmian e Ansaldo hanno rispettivamente il 13% e l'11% del fatturato realizzato in valuta Usa.