MILANO - Le tempeste di Borsa hanno rilanciato la corsa all'oro, con i prezzi in netta risalita nelle più recenti sedute: l'ottava appena archiviata è stata tra le migliori degli ultimi quattro anni per il lingotto, che si conferma come porto sicuro per gli investitori che altrove sono esposti a grandi scossoni. Ci sono molteplici fattori che spiegano questa cavalcata, indicata anche nel grafico: vanno dallo shopping delle Banche centrali al ruolo degli Etf, senza dimenticare la domanda da parte del settore della gioielleria, che a livello globale - nel secondo semestre 2015 - è balzata a 1300 tonnellate, il risultato più alto dal 2004. Il tutto - secondo i dati World Gold Council - a fronte di una produzione cresciuta nel 2015 appena dell'1%, per una offerta totale (incluso l'oro riciclato) di 4.258 tonnellate (-4%). Ecco il punto della situazione con Carlo Alberto De Casa, chief analyst e responsabile per l'Italia di ActivTrades, nonché studioso del settore dell'oro, al quale ha dedicato anche un volume edito da Hoepli (I segreti per investire con l'oro).
- L'oro è il bene rifugio per eccellenza. Quali sono gli indicatori che segnalano una corsa al lingotto in questa fase di mercato azionario turbolento?
- Quali sono i principali trend che spiegano il rialzo dei prezzi?
- Come mai le Banche centrali hanno aumentato sensibilmente le loro riserve, contribuendo al rialzo dei prezzi?
- Qual è il suo aggiornamento di stima per il prezzo a fine 2016, alla luce dei recenti movimenti?
- Quali sono i principali eventi che potrebbero far scattare un ribasso dei prezzi, e quali invece una loro ulteriore accelerazione? In sostanza: quali indizi devono monitorare gli investitori per sapere se i corsi saliranno ancora, oppure rischiano di scendere?