MILANO - Nove per anni per Calisto Tanzi. Il pm Vincenzo Picciotti nella requisitoria del processo per il fallimento delle attività del turismo del gruppo Parmalat, ha chiesto una pena di nove anni. L'accusa è di aver causato la bancarotta della Parmatour assieme ad altri 22 imputati. Stessa pena chiesta anche per Nicola Catelli, dirigente settore turistico, e per Giuseppe Fioravanti.
Per il Pm, "date le gravissime condotte contestate, i profitti personali ricavati e la condotta processuale" non devono essere concesse le attenuanti agli imputati. Tanzi è già stato condannato a 8 anni per aggiotaggio a Milano e sempre a Parma a 18 anni per il crac della Parmalat.
Tra gli altri imputati nel processo sul turismo, sono stati chiesti quattro anni per Gianpiero Fiorani, ex numero uno della Popolare di Lodi, cinque anni per Oreste Luciani ex marito di una delle figlie di Tanzi e due anni e otto mesi per Paolo Sciumè, ex avvocato di Tanzi. Il pm ha chiesto inoltre che il sequestro preventivo in atto sui beni di alcuni imputati venga convertito in sequestro conservativo.
Nel mirino della Procura di Parma ci sono in particolare due conti con rispettivi 813.000 euro e 7.804.000 euro aperti all'estero (Svizzera) e riferibili all'imputato Camillo Florini e per i quali la procura ha chiesto la restituzione dei soldi alla Parmalat. L'avvocato di Parmalat ha chiesto agli imputati una provvisionale di 20 milioni di euro e 100 milioni per le aziende che facevano parte del Gruppo turistico fallito nel dicembre del 2003.
Per il Pm, "date le gravissime condotte contestate, i profitti personali ricavati e la condotta processuale" non devono essere concesse le attenuanti agli imputati. Tanzi è già stato condannato a 8 anni per aggiotaggio a Milano e sempre a Parma a 18 anni per il crac della Parmalat.
Tra gli altri imputati nel processo sul turismo, sono stati chiesti quattro anni per Gianpiero Fiorani, ex numero uno della Popolare di Lodi, cinque anni per Oreste Luciani ex marito di una delle figlie di Tanzi e due anni e otto mesi per Paolo Sciumè, ex avvocato di Tanzi. Il pm ha chiesto inoltre che il sequestro preventivo in atto sui beni di alcuni imputati venga convertito in sequestro conservativo.
Nel mirino della Procura di Parma ci sono in particolare due conti con rispettivi 813.000 euro e 7.804.000 euro aperti all'estero (Svizzera) e riferibili all'imputato Camillo Florini e per i quali la procura ha chiesto la restituzione dei soldi alla Parmalat. L'avvocato di Parmalat ha chiesto agli imputati una provvisionale di 20 milioni di euro e 100 milioni per le aziende che facevano parte del Gruppo turistico fallito nel dicembre del 2003.