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Borse, seduta in rosso
Pesano i dati Usa e l'Ecofin

Tutti i listini in perdita dopo la cancellazione del vertice dei ministri delle Finanze in programma per domani. Freno tedesco agli acquisti di bond italiani e spagnoli. Male i dati sulla fiducia dei consumatori americani: Wall Street in flessione

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MILANO - È stata un'altra giornata difficile in Borsa con le contrattazioni zavorrate dai segnali negativi provenienti dalle due sponde dell'Atlantico: nuovi ostacoli sulla strada verso la risoluzione della crisi del debito in Europa e inquietanti indizi di recessione negli Stati Uniti.

A Milano il Ftse-Mib ha chiuso in flessione dell'1,13%, Londra ha perso lo 0,48%, Parigi l'1,57% e Francoforte lo 0,18% . Negli Usa seduta deludente anche a Wall Street dove alle 17.30 il Dow Jones arretra di circa 1 punto percentuale.

Tra i titoli più penalizzati a Piazza Affari spiccano Stm (-7,42%), a causa della deludente trimestrale, e Unicredit (-3,40%) che, oltre a scontare le incertezze che circondano il settore bancario, sconta le voci sempre più insistenti circa l'ipotesi di un aumento di capitale, il terzo in tre anni.

A pesare sulle contrattazioni europee è stata soprattutto la notizia che il vertice di domani a Bruxelles non sarà preceduto, come era invece previsto, da un Ecofin. Segno che l'intesa sul piano per salvare l'eurozona dalla crisi del debito non è ancora stato messo a punto.

Una brutta sorpresa a cui si sono sommati i dati macro deludenti provenienti dagli Stati Uniti. Innanzitutto quelli sulla fiducia dei consumatori americani arrivati ai minimi dal 2008 e scesi sotto i 40 punti, pericolosamente vicini ai livelli che solitamente accompagnano una fase recessiva. Segnali poco rassicuranti anche quelli venuti dal mondo della casa con i prezzi delle abitazioni scesi più del previsto e dal settore manifatturiero, con l'indice stilato dalla Fed di Richmond in arretramento di 6 punti.

Non solo. Nelle ultime ore ha anche pesato sul sentiment degli investitori europei l'opposizione tedesca all'inclusione nella bozza su cui si sta lavorando di una frase sull'impiego di nuove "misure non-standard". Dietro l'espressione ci sarebbe stato l'impegno della Bce a continuare ad acquistare bond italiani e spagnoli per rassicurare i mercati e rendere più gestibile il carico debitorio dei due paesi. Un'ipotesi che non sembra piacere a Berlino, specie a fronte del poco che è stato fatto nelle ultime tre settimane dal governo italiano per rassicurare i mercati.

Sul fronte bancario, il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, sta trattando a nome dell'Ue con gli istituti di credito gravati dai titoli greci: l'ultima proposta prevede uno stralcio del 60% del valore nominale dei bond. Un piano che salverebbe Atene, ma metterebbe in difficoltà gli istituti di credito chiamati a incrementare i loro parametri patrimoniali.

Ad aumentare la preoccupazione gioca anche il fatto che i parlamentari tedeschi siano riusciti a imporre un voto parlamentare alle misure per la crisi della zona euro negoziate dal cancelliere Angela Merkel, voto che potrebbe ritardare la risposta dell'Europa alla crisi in caso di mancato via libera. Merkel non potrà concordare cambiamenti al fondo salva-stati Efsf (European Financial Stability Facility) senza il semaforo verde del Parlamento.

L'euro è scambiato a 1,3901 sul dollaro, in calo dello -0,14%. In leggera flessione anche il petrolio con il Wti a 85,30 dollari al barile, in calo dello -0,94%. Sempre alto lo spread tra i titoli decennali italiani e gli equivalenti bund tedeschi a 389 punti.