MILANO - Un taglio improvviso. Il primo atto di Mario Draghi, come presidente della Banca centrale europea, è il taglio dei tassi di interesse, una risposta forte ai mercati che nei minuti successivi all'annuncio volano sopra il 3%. A spingere gli acquisti anche la rinuncia della Grecia al referendum sul piano di salvataggio: Atene è ormai proiettata verso la formazione di un governo di unità nazionale. E così a fine seduta il Ftse-Mib ha guadagnato il 3,23%, il Dax di Francoforte il 3,11%, il Cac di Parigi il 3,03% e il Ftse 100 l'1,25%. Chiusura positiva anche per Wall Street: Dow Jones +1,74%, Nasdaq +2,2%.
In spolvero i titoli bancari e assicurativi: Bnp Paribas guadagna l'8,66%, Crédit Agricole il 6,94%, Unicredit il 4,33% e Intesa Sanpaolo il 3,68%.
Resta comunque sullo sfondo l'incognita Grecia. La speranza tra gli investitori era che al termine del consiglio dei ministri, il premier George Papandreou si dimettesse che, invece, ha confermato di volere rimanere in sella al governo, nonostante l'evidente discordanza con il ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos. Il primo ministro è favorevole al referendum greco sul sostegno europeo, mentre il secondo no. Intanto la Ue ha congelato l'ultima tranche di aiuti da 8 miliardi. Possibile quindi che si vada verso un governo di transizione e si rinunci alla consultazione popolare.
L'Italia rimane sempre sotto osservazione. Lo spread tra il rendimento dei titoli di Stato nostrani e i decennali tedeschi dopo esser salito al nuovo record di 462 punti è sceso a 429 punti. Tradotto, significa che l'Italia per finanziarsi sul mercato deve offrire il 4,29% in più di Berlino. Poco meno di quanto paga il Portogallo e più di quello che spende la Spagna. Il rendimento dei Btp a 10 anni a inizio mattinata era schizzato al 6,3%, prima di ripiegare a 6,1%: uno studio di Bankitalia sostiene che il debito sia sopportabile anche con tassi dell'8% per due anni, ma gli analisti di Crédit Suisse sono convinti che una volta passata la soglia del 6% l'unica via d'uscita sia l'intervento delle istituzioni internazionali. Proprio come successo per Grecia, Irlanda e Portogallo.
L'euro è in rialzo a 1,37 contro il dollaro, mentre l'oro è in recupero a 1.736 dollari l'oncia. La Fed, intanto, ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita sul 2011 e 2012, e ha detto che la disoccupazione resterà alta (sopra il 7%) almeno fino al 2013.
In spolvero i titoli bancari e assicurativi: Bnp Paribas guadagna l'8,66%, Crédit Agricole il 6,94%, Unicredit il 4,33% e Intesa Sanpaolo il 3,68%.
Resta comunque sullo sfondo l'incognita Grecia. La speranza tra gli investitori era che al termine del consiglio dei ministri, il premier George Papandreou si dimettesse che, invece, ha confermato di volere rimanere in sella al governo, nonostante l'evidente discordanza con il ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos. Il primo ministro è favorevole al referendum greco sul sostegno europeo, mentre il secondo no. Intanto la Ue ha congelato l'ultima tranche di aiuti da 8 miliardi. Possibile quindi che si vada verso un governo di transizione e si rinunci alla consultazione popolare.
L'Italia rimane sempre sotto osservazione. Lo spread tra il rendimento dei titoli di Stato nostrani e i decennali tedeschi dopo esser salito al nuovo record di 462 punti è sceso a 429 punti. Tradotto, significa che l'Italia per finanziarsi sul mercato deve offrire il 4,29% in più di Berlino. Poco meno di quanto paga il Portogallo e più di quello che spende la Spagna. Il rendimento dei Btp a 10 anni a inizio mattinata era schizzato al 6,3%, prima di ripiegare a 6,1%: uno studio di Bankitalia sostiene che il debito sia sopportabile anche con tassi dell'8% per due anni, ma gli analisti di Crédit Suisse sono convinti che una volta passata la soglia del 6% l'unica via d'uscita sia l'intervento delle istituzioni internazionali. Proprio come successo per Grecia, Irlanda e Portogallo.
L'euro è in rialzo a 1,37 contro il dollaro, mentre l'oro è in recupero a 1.736 dollari l'oncia. La Fed, intanto, ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita sul 2011 e 2012, e ha detto che la disoccupazione resterà alta (sopra il 7%) almeno fino al 2013.