MILANO - Lampadine e prodotti per la sanità tradiscono il gigante olandese dell'elettronica di consumo Philips, che archivia il primo trimestre del 2013 con profitti in calo di oltre 11 punti percentuali rispetto al gennaio-marzo dell'anno scorso e soffre di conseguenza in Borsa (segui in diretta). A salvarasi, oltre ad alcuni singoli comparti dell'illuminazione - come le lampadine a led e risparmio energetico -, è il settore del cosiddetto "consumer lifestyle", cioè quello che raggruppa elettrodomestici disparati per la cura della persona e il tempo libero: regolabarba, accessori per la depilazione o macchinette del caffè hanno infatti registrato un fatturato in crescita del 9%, che ha quasi interamente compensato lo scivolone delle altre divisioni. Nel complesso, le vendite del trimestre si sono attestate a 5,26 miliardi (-0,9%), ma hanno mancato l'obiettivo di 5,48 miliardi indicato dal consensus.
Scendendo lungo le righe del conto economico, l'ebitda (cioè il margine operativo lordo) si è fermato a 421 milioni, contro la stima di 441 milioni tracciata dagli analisti di Bloomberg. L'azienda ha confermato che il primo trimestre del 2013 si è mosso lentamente tra le tendenze avverse del mercato, in particolare in Europa e negli Usa. "I deboli mercati delle costruzioni hanno influenzato negativamente le vendite complessive di illuminazione, che sono state piatte rispetto al primo trimestre del 2012 - ha sottolineato il direttore generale Frans van Houten -. La sanità ha regisatrato ordini inferiori al 2012, principalmente negli Stati Uniti." L'utile netto distribuito agli azionisti è sceso a 161 milioni di euro, rispetto ai 182 milioni di euro del precedente esercizio. Uno degli obiettivi di van Houten è la riduzione dei costi: il management ha già annunciato un piano di risparmi da 1,1 miliardi che comporta il taglio di 6.700 posti di lavoro entro il 2014. Il mese scorso, van Houten ha detto che c'è spazio per limare un ulteriore miliardo.
Scendendo lungo le righe del conto economico, l'ebitda (cioè il margine operativo lordo) si è fermato a 421 milioni, contro la stima di 441 milioni tracciata dagli analisti di Bloomberg. L'azienda ha confermato che il primo trimestre del 2013 si è mosso lentamente tra le tendenze avverse del mercato, in particolare in Europa e negli Usa. "I deboli mercati delle costruzioni hanno influenzato negativamente le vendite complessive di illuminazione, che sono state piatte rispetto al primo trimestre del 2012 - ha sottolineato il direttore generale Frans van Houten -. La sanità ha regisatrato ordini inferiori al 2012, principalmente negli Stati Uniti." L'utile netto distribuito agli azionisti è sceso a 161 milioni di euro, rispetto ai 182 milioni di euro del precedente esercizio. Uno degli obiettivi di van Houten è la riduzione dei costi: il management ha già annunciato un piano di risparmi da 1,1 miliardi che comporta il taglio di 6.700 posti di lavoro entro il 2014. Il mese scorso, van Houten ha detto che c'è spazio per limare un ulteriore miliardo.