Economia

Torna la febbre da quotazione
ma il nodo è sempre il prezzo

Secondo il report di Ernst & Young alle del secondo trimestre dell'anno le Ipo saranno 195 per un controvalore di 46,4 miliardio di dollari. La più ricca in Brasile, mentre in Europa domina ancora la prudenza

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MILANO - Quotazioni in Borsa in fermento: l'attività globale di Ipo si è stabilizzata nel secondo trimestre del 2013, con una stima di circa 195 operazioni a 46,4 miliardi di dollari, secondo il global Ipo update di Ernst & Young. Finora sono state effettuate 151 operazioni che hanno raccolto 34 miliardi di dollari, ma prima della fine del secondo semestre sono in programma 47 operazioni ulteriori, che in caso di successo dovrebbero raccogliere altri 12,5 miliardi di dollari. Il collocamento più proficuo di questo trimestre è stato quello della società brasiliana di servizi finanziari Seguridade participacoes sa, che ha raccolto 5 miliardi di dollari alla Borsa di San Paolo. Globalmente, 9 su 10 operazioni hanno raccolto 1 miliardo di dollari nel secondo trimestre del 2013.

In Europa, però, ha dominato la prudenza: nel secondo trimestre le Borse europee hanno raccolto 2 miliardi di dollari da 27 operazioni, solo il 6% in termini di capitale raccolto con un calo del 63% sul trimestre precedente. Il numero di operazioni registrate ha subito un calo del 4% rispetto ai primi tre mesi dell'anno, tuttavia sull'intero semestre il capitale raccolto ha raggiunto l'82% rispetto allo stesso periodo del 2012. Secondo le proiezioni, verranno completate altre 5 Ipo entro la fine del mese di giugno, raccogliendo altri 2,3 miliardi di dollari in caso di successo.

"Le attività di Ipo si stanno riprendendo grazie a mercati azionari in rialzo e a un'ondata di recenti operazioni rilevanti, che sta avendo un forte impatto sul mercato" ha spiegato Paolo Zocchi, partner di Ernst & Young che ha sottolineato che la "migliore politica monetaria globale, la fiducia del mercato in crescita, in particolare negli Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e in alcune parti dell'America Latina. Tuttavia bisogna restare cauti visto che i prezzi rimangono un punto critico per gli investitori".