Economia

I dubbi di Air France sull'aumento di Alitalia.
Possibile la diluizione dal 25 all'11 per cento

Secondo indiscrezioni filtrate in Francia, il gruppo transalpino non sarebbe rassicurato sul fronte della ristrutturazione del debito. Per questo potrebbe passare la mano nell'ambito della ricapitalizzazione da 300 milioni, vedendo scendere il proprio peso nell'azionariato

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MILANO - Il dubbio c'è e si nasconde dietro il più classico dei "No comment". Così ha reagito Air France alle indiscrezioni del quotidiano Les Echos secondo cui "Air France-Klm sembra decisa a lasciarsi diluire in Alitalia (dal 25% all'11%) in assenza di impegni precisi sulla ristrutturazione del debito". Il giornale francese oggi in edicola ha spiegato che "il salvataggio di Alitalia si sta rivelando più laborioso del previsto". Una settimana dopo l'impegno di Poste Italiane di versare 75 milioni di euro nel capitale della compagnia, la situazione di Alitalia "resta precaria".

Il giornale ricorda che "nel fine settimana (Alitalia) ha ottenuto 65 milioni di euro da parte dei suoi tre principali soci: Immsi, Atlantia e Intesa Sanpaolo, oltre a un anticipo dello stesso ammontare dalle banche creditrici, ma i rapporti con i fornitori restano tesi e la stampa italiana parla di dubbi delle banche creditrici a fronte del peggioramento della situazione finanziaria di Alitalia, la cui valorizzazione è scesa a 30 milioni. In questo contesto Air France-Klm sembra decisa a lasciarsi diluire (dal 25% all'11%)".

Lunedì scorso l'ex compagnia di bandiera ha varato, dopo un'assemblea fiume durata per tutta la notte, un'operazione da 500 milioni complessivi. Di questi, 300 riguardano un aumento di capitale sostenuto all'unanimità (quindi anche da Air France) nel corso del relativo consiglio di amministrazione. Ma la stessa compagnia franco-olandese aveva precisato in quell'occasione che l'ok nel board non si traduceva automaticamente in un'adesione. Il tempo per sottoscrivere il rafforzamento patrimoniale scade a metà del prossimo mese: sono stati concessi 30 giorni a partire dal 16 ottobre.

Alla finestra c'è anche Bruxelles: la Commissione europea sta aspettando di ricevere "delle informazioni" sugli sviluppi dell'operazione, come ha spiegato il portavoce del responsabile della concorrenza Joaquin Almunia. La commissione ha chiesto che l'operazione con l'aumento di capitale fosse notificata perchè sotto sospetto di comportare aiuti di Stato. Un atto ufficiale non ancora espletato, anche se c'è l'impegno a fornire "informazioni". La sostanza non cambia molto dal momento che se dalle informazioni il sospetto sugli aiuti di stato dovesse essere confermato, l'operazione andrà notificata a meno di non voler aggravare (ma solo leggermente) la posizione rispetto alle procedure Antitrust. La decisioni di notifica spetta alle imprese, ma Bruxelles esercita di solito pressioni perchè nei casi che ritiene legittimi la procedura formale sia rispettata. Nei giorni scorsi l'Antitrust Ue ha ribadito che il coinvolgimento di Poste Italiane e non dello Stato in quanto tale, non può far escludere automaticamente che non vi sia aiuto di Stato.