Economia

Telecom Italia e Finmeccanica
crollano a Milano dopo i conti

Il mercato boccia il piano industriale dell'ex monopolista delle tlc che archivia i primi nove mesi dell'anno con un rosso di 902 milioni di euro. Pesante la società della difesa dopo perdite per 136 milioni legate ad AnsaldoBreda

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MILANO - Telecom Italia crolla in Borsa (- 5,5%) dopo i conti e l'approvazione del piano industriale che passa per la vendita della controllata in Argentina e delle torri. Stessa sorte (-5,5%) per Finmeccanica dopo i conti dei nove mesi diffusi ieri e chiusi con un rosso di 136 milioni e il taglio sulle stime della reddittività (margine operativo lordo) per l'anno.

Telecom Italia. L'ex monopolista delle tlc paga quindi il via libera alla vendita di Telecom Argentina e delle torri di telecomunicazioni, anche se per il momento Tim Brasil, la gallina dalle uova d'oro del gruppo, non si tocca. Per quanto riguarda il piano industriale, in cima ai pensieri del gruppo resta il debito, con l'obiettivo di far scendere a 2,1 il suo rapporto con il margine operativo lordo (ebitda), stabilizzando la redditività e i ricavi. Tutto questo senza rinunciare ad investire in Italia dove saranno impiegati 9 miliardi di euro, accelerando sull'innovazione (3,4 miliardi nel triennio). Congelato, invece, lo scorporo della rete: si procederà con la separazione funzionale e se ne potrà discutere solo quando il quadro normativo sarà consolidato e ci saranno manifestazioni di interesse di nuovi investitori. Il gruppo, intanto, ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con ricavi in calo del 2,1% a 20,3 miliardi e perdite per 902 milioni.

Per l'agenzia di rating Fitch, il piano di dismissioni e il bond convertendo non andranno a ridurre significativamente l'indebitamento netto del gruppo. Per cui la capacita del gruppo di mantenere un rating "investment grade" (il titolo rischia di essere declassato a "spazzatura") continua a dipendere dalla capacità di rallentare significativamente la flessione dell'ebitda nel 2014.

Finmeccanica. Sui conti del gruppo della difesa pesano gli accantonamenti legati alla vicenda dei treni Fyra che coinvolge AnsaldoBreda. Per l'esercizio 2013, tuttavia, Finmeccanica prevede di realizzare un utile netto consolidato positivo, anche grazie al closing dell'operazione di cessione di Ansaldo Energia, previsto entro la fine dell'anno. I dati comparativi economici e la cassa dei primi nove mesi del 2012 sono stati rettificati per escludere il contributo del settore energia, classificato tra le possibili cessioni a seguito della decisione di cedere la partecipazione in Ansaldo Energia al Fondo strategico italiano (Fsi)  "Bisogna trovare una soluzione sia per Ansaldo Sts sia per Ansaldo Breda: che sia insieme oppure no" ha detto il ceo di Finmeccanica Alessandro Pansa: "Quello che è certo è che non possiamo stare fermi".