Economia

Risiko tlc, Vivendi cede Sfr a Numericable per 11,7 mld

Parte dalla Francia il riassetto europeo del comparto delle telecomunicazioni. Il gruppo di Bollorà ha venduta il secondo operatore del paese all'unico gruppo transalpino attivo via cavo

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PARIGI - Vivendi ha deciso: cederà la Sfr, secondo operatore telefonico francese, al cablo-operatore Numericable. Non è bastata la santa alleanza del ministro dell'Industria e di quasi tutti gli operatori per convincere il gruppo a cedere Sfr a Bouygues Telecom, operazione che avrebbe potuto incontrare resistenze nell'Antitrust. Vivendi ha scelto così Numericable, malgrado si tratti di una società domiciliata all'estero e controllata da un franco-israeliano residente in Svizzera. Numericable sborserà 11,75 miliardi, finanziati dalle banche. Vivendi manterrà una partecipazione del 32 per cento, che potrà cedere con modalità che saranno fissate durante la trattativa finale. L'operazione è il primo passo di un consolidamento del settore, già avviato in altri paesi: l'Austria ha ridotto a tre le reti di telefonia mobile, la Germania è in attesa della fusione tra 02 (Telefonica) e la filiale dell'olandese Kpn, E-Plus; in Italia, Telefonica vuole Telecom Italia, Vodafone e Fastweb sarebbero in trattative.

Il panorama francese è particolare. Per anni, è stato dominato da due società, Orange (ex France Télécom) e Sfr (gruppo Vivendi, proprietario di Canal Plus), con un comprimario più piccolo, Bouygues Telecom (filiale del gruppo edile che controlla anche la prima tv del paese, Tf1). I tre hanno vissuto bene per molto tempo, praticando tariffe più o meno uguali, tanto che si sono beccati più di una mega-multa dall'Antitrust. Accanto ai tre, presenti su mobile e fisso, due società più piccole: Free, attivo nelle forniture Adsl, e Numericable, l'unico cablo-operatore del paese.

Tutto è cambiato all'inizio del 2012 con l'arrivo di Free Mobile, filiale di un gruppo che aveva già rivoluzionato il mondo dei provider. Con due forfait a 20 e 2 euro, la società di Xavier Niel, il Gianburrasca del settore, ha messo nei guai tutti i concorrenti. In due anni ha conquistato 8 milioni di clienti, costretto la concorrenza a ridurre drasticamente le tariffe e a veder ridimensionati fatturato e margini di guadagno. Con grande astuzia, Free ha imposto i suoi prezzi, esattamente come aveva fatto su internet, dove ha creato le cosiddette offerte triple play (internet, tv, telefono fisso). Tutto il settore è all'improvviso diventato fragile, proprio mentre occorrono capitale per investire nella fibra ottica.

Questo spiega la decisione di Vivendi di concentrarsi sui media e abbandonare la telefonia. In un primo tempo, il gruppo aveva deciso di quotare in Borsa Sfr, ma gli altri operatori non sono rimasti a guardare: prima Numericable, poi Bouygues hanno presentato sostanziose offerte. La scelta fra i due aveva risvolti diversi: la fusione con Bouygues avrebbe ridotto a tre gli operatori di telefonia mobile e Bouygues avrebbe ceduto le sue reti e le sue frequenze a Free. L'unione Numericable-Sfr non rivoluziona il settore. Malgrado l'agitazione del ministro dell'Industria, favorevole all'ipotesi Bouygues, l'Eliseo ha proclamato la sua neutralità: nel corso di una telefonata, il segretario generale aggiunto della presidenza ha preso atto della scelta di Vivendi e dato il via libera. In ogni caso, le grandi manovre nel mondo delle telecomunicazioni sembrano destinate a durare.