MILANO - Debutto difficile a Piazza Affari per il Cerved: le azioni della banca dati hanno aperto le contrattazioni a 4,79 euro in ribasso del 6% rispetto al prezzo di collocamento di 5,1 euro. Non si scompone, però, l'amministratore delegato Gianandrea De Bernardis che ha commentato: "Sono molto orgoglioso di quanto fatto negli ultimi anni. Siamo un'azienda cruciale per mercato italiano che nel lungo periodo diventerà una pubblic company".
D'altra parte la società arriva in Borsa dopo due giri di private equity: infatti Cvc (che resterà in misura cospicua nel capitale) ha acquisito alla fine del 2012 (febbraio 2013 il closing) il gruppo Cerved da altri due fondi, Bain Capital e Clessidra, e ora ha guidato a Piazza Affari il leader delle banche dati-information provider sulle aziende italiane, nonché una delle principali agenzie di rating (specializzato nelle Pmi).
L'operazione di fine 2012 è destinata a "riflettersi" inevitabilmente su quanto accade oggi: a suo tempo infatti Cvc pagò il gruppo 1.130 milioni mettendoci 350 milioni di equity e, come tutte le operazioni di leveraged buy out, anche una leva finanziaria, un debito, pari a 780 milioni, ora in capo alla società medesima. Debito che adesso, post quotazione, verrà in parte ripagato (per un'altra parte si dovrà aspettare il gennaio 2016 perché il rimborso anticipato sarebbe troppo oneroso in termini di penali).
Altra conseguenza diretta di quell'operazione, per la quotazione è stata costituita una newco, una società nuova di zecca, che ha come unico asset il controllo al 100% del gruppo Cerved (più precisamente, di Cerved information Solutions). E la ragione è semplice: in cambio dei finanziamenti dell'epoca, le banche presero in pegno le azioni della società, per cui ora verrà quotata una holding nuova di zecca (che controlla il 100% della societá data in pegno).
D'altra parte la società arriva in Borsa dopo due giri di private equity: infatti Cvc (che resterà in misura cospicua nel capitale) ha acquisito alla fine del 2012 (febbraio 2013 il closing) il gruppo Cerved da altri due fondi, Bain Capital e Clessidra, e ora ha guidato a Piazza Affari il leader delle banche dati-information provider sulle aziende italiane, nonché una delle principali agenzie di rating (specializzato nelle Pmi).
L'operazione di fine 2012 è destinata a "riflettersi" inevitabilmente su quanto accade oggi: a suo tempo infatti Cvc pagò il gruppo 1.130 milioni mettendoci 350 milioni di equity e, come tutte le operazioni di leveraged buy out, anche una leva finanziaria, un debito, pari a 780 milioni, ora in capo alla società medesima. Debito che adesso, post quotazione, verrà in parte ripagato (per un'altra parte si dovrà aspettare il gennaio 2016 perché il rimborso anticipato sarebbe troppo oneroso in termini di penali).
Altra conseguenza diretta di quell'operazione, per la quotazione è stata costituita una newco, una società nuova di zecca, che ha come unico asset il controllo al 100% del gruppo Cerved (più precisamente, di Cerved information Solutions). E la ragione è semplice: in cambio dei finanziamenti dell'epoca, le banche presero in pegno le azioni della società, per cui ora verrà quotata una holding nuova di zecca (che controlla il 100% della societá data in pegno).