MILANO - Il Gup del Tribunale di Milano, Elisabetta Meyer, ha rinviato a giudizio Salvatore Ligresti e Giancarlo Giannini, ex presidente Isvap (ora Ivass) per l'accusa di corruzione. A Giannini, inoltre, è contestato il reato di calunnia. Il processo all'ex presidente onorario di Fondiaria-Sai e all'ex numero uno dell'istituto di vigilanza sulle assicurazioni inizierà il 4 novembre 2014 davanti i giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano. Il gup Meyer ha escluso tutte le parti civili e non ha accolto la richiesta della difesa di Ligresti di sentire come testimone l'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
L'accusa di corruzione, secondo quanto ricostruito dal pm Luigi Orsi nelle indagini, riguarda il fatto che Giannini, come presidente Isvap, non avrebbe vigilato correttamente su Fondiaria-Sai, società dell'allora "galassia Ligresti", in cambio della promessa da parte dell'ingegnere di Paternò di interessarsi presso Berlusconi per fargli avere una nomina all'Antitrust, una volta finito il suo incarico all'Isvap. Per quanto riguarda la calunnia, questa ipotesi di reato è contestata al solo Giannini, che l'avrebbe compiuta in danno della famiglia Ligresti, denunciandoli per il loro operato.
Nel dettaglio, Salvatore Ligresi, secondo quanto ricostruito nel corso dell'inchiesta, avrebbe cercato di "fare ottenere, una volta scaduto dall'incarico di presidente dell'Isvap, l'incarico di presidente" dell'Antitrust a Giannini, e a questo fine avrebbe avuto "contatti con il presidente del Consiglio", Silvio Berlusconi. Riguardo la calunnia, Giannini il 18 aprile 2012 ha presentato una denuncia nei confronti degli allora amministratori di Fondiaria-Sai, accusandoli di ostacolo all'autorità di vigilanza "sapendoli innocenti".
Per gli inquirenti, l'ex presidente dell'Isvap, aveva "improntato la vigilanza dell'istituto nei confronti di Fondiaria-Sai nell'arco di tempo dal 2002 all'agosto 2010 in termini di operatività tardiva e inefficacie" e "disponendo che l'Isvap non effettuasse alcuna ispezione nei confronti della vigilata società", al fine di "ricevere" da Salvatore Ligresti "la promessa di ottenere una volta scaduto dall'incarico di residente dell'Usvap, l'incarico di presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato". "Promessa a cui Ligresti faceva seguire contatti con il presidente del Consiglio pro tempore".
L'accusa di corruzione, secondo quanto ricostruito dal pm Luigi Orsi nelle indagini, riguarda il fatto che Giannini, come presidente Isvap, non avrebbe vigilato correttamente su Fondiaria-Sai, società dell'allora "galassia Ligresti", in cambio della promessa da parte dell'ingegnere di Paternò di interessarsi presso Berlusconi per fargli avere una nomina all'Antitrust, una volta finito il suo incarico all'Isvap. Per quanto riguarda la calunnia, questa ipotesi di reato è contestata al solo Giannini, che l'avrebbe compiuta in danno della famiglia Ligresti, denunciandoli per il loro operato.
Nel dettaglio, Salvatore Ligresi, secondo quanto ricostruito nel corso dell'inchiesta, avrebbe cercato di "fare ottenere, una volta scaduto dall'incarico di presidente dell'Isvap, l'incarico di presidente" dell'Antitrust a Giannini, e a questo fine avrebbe avuto "contatti con il presidente del Consiglio", Silvio Berlusconi. Riguardo la calunnia, Giannini il 18 aprile 2012 ha presentato una denuncia nei confronti degli allora amministratori di Fondiaria-Sai, accusandoli di ostacolo all'autorità di vigilanza "sapendoli innocenti".
Per gli inquirenti, l'ex presidente dell'Isvap, aveva "improntato la vigilanza dell'istituto nei confronti di Fondiaria-Sai nell'arco di tempo dal 2002 all'agosto 2010 in termini di operatività tardiva e inefficacie" e "disponendo che l'Isvap non effettuasse alcuna ispezione nei confronti della vigilata società", al fine di "ricevere" da Salvatore Ligresti "la promessa di ottenere una volta scaduto dall'incarico di residente dell'Usvap, l'incarico di presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato". "Promessa a cui Ligresti faceva seguire contatti con il presidente del Consiglio pro tempore".