Economia

Due uomini dei fondi stranieri nel cda Mps

Dopo sei mesi di attesa vana David Martinez (Fintech) e Roberto Isolani (Btg Pactual) entrano nel consiglio, al posto dei dimissionari Turchi e Demartini. Il finanziere messicano dice solo: "Situazione difficile"

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MILANO - Dopo sei mesi passati a bussare (invano) i due rappresentanti dei fondi sudamericani primi azionisti del Monte dei Paschi fanno il loro ingresso nel consiglio di amministrazione della banca senese. L'organo di gestione si è riunito per qualche ora nel pomeriggio e ha cooptato due esponenti di punta dei nuovi soci: Roberto Isolani per Btg Pactual che detiene il 2%, e David Martinez Guzman per Fintech che detiene il 4,5%.

Martinez è il numero uno messicano del fondo Fintech, formalmente statunitense ma con impronta sudamericana. Isolani è responsabile dei mercati e clienti internazionali di Btg Pactual, banca brasiliana capitanata da André Esteves. I due sostituiscono Marco Turchi e Paola Demartini, i due ex consiglieri nominati dalla Fondazione Mps che hanno fatto il beau geste richiesto da mesi dall'ente (e a differenza degli altri due consiglieri nominati dalla Fondazione, scesa dal 31% al 2,5% da inizio 2014 nel Monte per appianare i debiti e mettere il patrimonio in sicurezza.

Proprio con i due soci internazionali, entrati poco prima dell'aumento di capitale da 5 miliardi lanciato per ripagare il prestito del Tesoro "Monti bond", l'Ente ha stretto un patto parasociale sul 9% del capitale Mps. E in forza di questo accordo, se il patto a tre sarà ancora la prima forza a Siena il prossimo aprile, potrà nominare la metà del consiglio della banca in scadenza, scegliendo il presidente (la Fondazione) e l'amministratore delegato (i due fondi).

Uscendo dal cda Martinez, ai giornalisti che gli chiedevano come era andata la prima giornata senese ha risposto con una sola parola: "Difficile".

La banca senese, che sta terminando una dolorosa ristrutturazione e ha infilato nove trimestri filati con perdita netta, tra due settimane avrà l'esito degli esami che l'Eba e la Bce hanno svolto dalla scorsa primavera, verso la vigilanza bancaria unica. Secondo diversi osservatori, tra cui Mediobanca securities, Mps è con Carige tra gli istituti italiani più a rischio, e potrebbe avere problemi a superare il doppio test sulle coperture creditizie e sulla tenuta in caso di scenari critici.