MILANO - Azimut sistema una partita con il Fisco ma paga il conto anche a Piazza Affari, dove il titolo crolla alla notizia del raggiungimento dell'accordo transattivo con le Entrate, in base al quale dovrà sborsare un totale di 117,8 milioni di euro tra imposte e sanzioni e interessi di legge.
L'azione Azimut sul Ftse Mib, già vittima di sospensione al ribasso, è la peggiore del listino principale con un calo che la porta in area 17,52 euro. Il gruppo in una nota diramata nel weekend ha fatto sapere di aver perfezionato un accordo con l'Agenzia delle Entrate per la definizione di ogni controversia derivante dai processi verbali di constatazione notificati fra il 2010 e il 2013.
Sulla base dell'accordo, il gruppo assume l'impegno al pagamento, tra maggiori imposte e sanzioni, di un importo complessivo pari a circa 105,9 milioni di euro (oltre agli interessi di legge per circa 11,9 milioni di euro), relativo ai periodi d'imposta dal 2001 al 2013, principalmente determinate per effetto della rivisitazione dei criteri utilizzati nella determinazione dei prezzi di trasferimento nei rapporti intercompany tra le diverse società del gruppo del risparmio gestito.
A tal proposito, si rileva come Azimut avesse comunque già accantonato, relativamente alla presente controversia, circa 34,1 milioni di euro tra imposte e oneri, ed inoltre la presenza di perdite fiscali pregresse limiterà l'esborso finanziario complessivo a circa 91,8 milioni di euro. Ciò significa, sottolineano gli analisti di Intermonte, che l'impatto a livello di conto economico dovrebbe essere di 80 milioni e il cash out di 92 milioni.
Il gruppo "ribadisce che, nonostante vi sia il convincimento della correttezza del proprio operato, ha comunque ritenuto opportuno perseguire l'ipotesi di una definizione transattiva delle controversie al fine di evitare il protrarsi dell'attuale stato di incertezza ed in considerazione dell'orientamento, assai contrastato, della giurisprudenza in merito. La definizione stragiudiziale non implica peraltro riconoscimento alcuno delle contestazioni formalizzate dall'amministrazione finanziaria nell'ambito dei rilievi oggetto di definizione". Pietro Giuliani, presidente e amministratore delegato di Azimut Holding, si è detto "soddisfatto per la conclusiva definizione della vicenda che ci permette di uscire dall'incertezza propria di ogni controversia".
Anche secondo Intermonte, l'accordo è di entità maggiore rispetto alle attese ma "chiarisce le incertezze fiscali pendenti sul gruppo" con un possibile impatto negativo sul dividendo 2014. Confermato il giudizio "neutral" con target price a 18,5 euro.
L'azione Azimut sul Ftse Mib, già vittima di sospensione al ribasso, è la peggiore del listino principale con un calo che la porta in area 17,52 euro. Il gruppo in una nota diramata nel weekend ha fatto sapere di aver perfezionato un accordo con l'Agenzia delle Entrate per la definizione di ogni controversia derivante dai processi verbali di constatazione notificati fra il 2010 e il 2013.
Sulla base dell'accordo, il gruppo assume l'impegno al pagamento, tra maggiori imposte e sanzioni, di un importo complessivo pari a circa 105,9 milioni di euro (oltre agli interessi di legge per circa 11,9 milioni di euro), relativo ai periodi d'imposta dal 2001 al 2013, principalmente determinate per effetto della rivisitazione dei criteri utilizzati nella determinazione dei prezzi di trasferimento nei rapporti intercompany tra le diverse società del gruppo del risparmio gestito.
A tal proposito, si rileva come Azimut avesse comunque già accantonato, relativamente alla presente controversia, circa 34,1 milioni di euro tra imposte e oneri, ed inoltre la presenza di perdite fiscali pregresse limiterà l'esborso finanziario complessivo a circa 91,8 milioni di euro. Ciò significa, sottolineano gli analisti di Intermonte, che l'impatto a livello di conto economico dovrebbe essere di 80 milioni e il cash out di 92 milioni.
Il gruppo "ribadisce che, nonostante vi sia il convincimento della correttezza del proprio operato, ha comunque ritenuto opportuno perseguire l'ipotesi di una definizione transattiva delle controversie al fine di evitare il protrarsi dell'attuale stato di incertezza ed in considerazione dell'orientamento, assai contrastato, della giurisprudenza in merito. La definizione stragiudiziale non implica peraltro riconoscimento alcuno delle contestazioni formalizzate dall'amministrazione finanziaria nell'ambito dei rilievi oggetto di definizione". Pietro Giuliani, presidente e amministratore delegato di Azimut Holding, si è detto "soddisfatto per la conclusiva definizione della vicenda che ci permette di uscire dall'incertezza propria di ogni controversia".
Anche secondo Intermonte, l'accordo è di entità maggiore rispetto alle attese ma "chiarisce le incertezze fiscali pendenti sul gruppo" con un possibile impatto negativo sul dividendo 2014. Confermato il giudizio "neutral" con target price a 18,5 euro.