MILANO - Il 2014 è andato in archivio con emissioni record per il Tesoro, che è riuscito a ritoccare fino all'ultimo i minimi storici dei rendimenti dei titoli di Stato messi in asta. Alla fine il costo medio del debito è stato dell'1,35% circa, a livelli mai visti per le casse del Mef. A spingere in basso i rendimenti è stata l'attesa per l'intervento della Bce, che sembra sempre più vicina a lanciare un piano d'acquisto di titoli di Stato. Ma per i gestori dell'enorme massa di debito pubblico il tempo delle vacanze è già finito e il nuovo anno si prospetta come denso di appuntamenti.
Per il Tesoro ci sono infatti oltre 317 miliardi di euro di debito pubblico da rinnovare: entro la fine dell'anno appena cominciato vanno in scadenza 119,4 miliardi di Bot, 140,2 miliardi di Btp, 25,7 miliardi di Cct e 31,4 miliardi di Ctz, dice un rapporto realizzato dal Centro studi di Unimpresa.
Guardando solo ai Btp, per esempio, la cifra è ben più alta rispetto ai poco più di 100 miliardi rinnovati l'anno passato. Un trend di crescita che l'Italia si porterà dietro anche per i prossimi anni, anche in considerazione delle prime scadenze dei Btp Italia che hanno raccolto una grande quantità di sottoscrizioni.
Secondo Unimpresa, nel quinquennio 2015-2019 scadono obbligazioni statali per complessivi 964,2 miliardi e nel periodo 2020-2044 per altri 762,7 miliardi: in circolazione, complessivamente, ci sono titoli di Stato pari a 1.726,9 miliardi. Nel primo semestre di quest'anno scadono 166,1 miliardi di debito pubblico, mentre da luglio a dicembre vanno rifinanziati 150,9 miliardi.
A questi rifinanziamenti, per il solo anno in corso, si devono aggiungere tra i 50 e i 60 miliardi di nuovo debito da emettere per il fabbisogno dello Stato. Nell'arco del 2015 le scadenze delle obbligazioni emesse dal Tesoro sono suddivise in maniera omogenea: nel primo trimestre di quest'anno vanno rifinanziati titoli di Stato per 81,5 miliardi, nel secondo trimestre 84,5 miliardi, nel terzo trimestre 74,1 miliardi e nel quarto trimestre 76,8 miliardi.
Nel dettaglio, quest'anno arrivano a fine corsa 119,4 miliardi di Bot, 140,2 miliardi di Btp, 25,7 miliardi di Cct e 31,4 miliardi di Ctz. L'anno prossimo vanno rifinanziati 138,3 miliardi di Btp, 14,4 miliardi di Cct e 21,2 miliardi di Ctz; nel 2017, scadono 164,5 miliardi di Btp e 31,4 miliardi di Cct; nel 2018, in agenda ci sono scadenze di Btp per 107,1 miliardi e di Cct per 28,1 miliardi; nel 2019 sono previsti rifinanziamenti di Btp per 129,3 miliardi e di Cct per 12,6 miliardi.
Successivamente, fra il 2020 e il 2044, arrivano a fine corsa altri 762,7 miliardi di titoli di Stato: si tratta di 754,9 miliardi di Btp e di 7,7 miliardi di Cct. Complessivamente, i titoli di Stato in circolazione e quindi in scadenza sono pari a 1.726,9 miliardi: 119,4 miliardi sono Bot, 1.434,6 miliardi sono Btp, 120,1 miliardi sono Cct e 52,7 miliardi sono Ctz.
Per il Tesoro ci sono infatti oltre 317 miliardi di euro di debito pubblico da rinnovare: entro la fine dell'anno appena cominciato vanno in scadenza 119,4 miliardi di Bot, 140,2 miliardi di Btp, 25,7 miliardi di Cct e 31,4 miliardi di Ctz, dice un rapporto realizzato dal Centro studi di Unimpresa.
Guardando solo ai Btp, per esempio, la cifra è ben più alta rispetto ai poco più di 100 miliardi rinnovati l'anno passato. Un trend di crescita che l'Italia si porterà dietro anche per i prossimi anni, anche in considerazione delle prime scadenze dei Btp Italia che hanno raccolto una grande quantità di sottoscrizioni.
Secondo Unimpresa, nel quinquennio 2015-2019 scadono obbligazioni statali per complessivi 964,2 miliardi e nel periodo 2020-2044 per altri 762,7 miliardi: in circolazione, complessivamente, ci sono titoli di Stato pari a 1.726,9 miliardi. Nel primo semestre di quest'anno scadono 166,1 miliardi di debito pubblico, mentre da luglio a dicembre vanno rifinanziati 150,9 miliardi.
A questi rifinanziamenti, per il solo anno in corso, si devono aggiungere tra i 50 e i 60 miliardi di nuovo debito da emettere per il fabbisogno dello Stato. Nell'arco del 2015 le scadenze delle obbligazioni emesse dal Tesoro sono suddivise in maniera omogenea: nel primo trimestre di quest'anno vanno rifinanziati titoli di Stato per 81,5 miliardi, nel secondo trimestre 84,5 miliardi, nel terzo trimestre 74,1 miliardi e nel quarto trimestre 76,8 miliardi.
Nel dettaglio, quest'anno arrivano a fine corsa 119,4 miliardi di Bot, 140,2 miliardi di Btp, 25,7 miliardi di Cct e 31,4 miliardi di Ctz. L'anno prossimo vanno rifinanziati 138,3 miliardi di Btp, 14,4 miliardi di Cct e 21,2 miliardi di Ctz; nel 2017, scadono 164,5 miliardi di Btp e 31,4 miliardi di Cct; nel 2018, in agenda ci sono scadenze di Btp per 107,1 miliardi e di Cct per 28,1 miliardi; nel 2019 sono previsti rifinanziamenti di Btp per 129,3 miliardi e di Cct per 12,6 miliardi.
Successivamente, fra il 2020 e il 2044, arrivano a fine corsa altri 762,7 miliardi di titoli di Stato: si tratta di 754,9 miliardi di Btp e di 7,7 miliardi di Cct. Complessivamente, i titoli di Stato in circolazione e quindi in scadenza sono pari a 1.726,9 miliardi: 119,4 miliardi sono Bot, 1.434,6 miliardi sono Btp, 120,1 miliardi sono Cct e 52,7 miliardi sono Ctz.