Economia

Cina, la prospettiva per gli investitori

Dopo la parziale apertura degli investimenti azionari con la connessione tra Shanghai e Hong Kong, gli investitori si aspettano un bis dell'operazione con il mercato di Shenzhen

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MILANO - L'inizio dell'anno cinese della Capra vede l'industria finanziaria interrogarsi sulle prospettive che l'ex Celeste Impero sarà in grado di offrire agli investitori. Anche perché la Cina è reduce da un periodo di grande attenzione, generato in primo luogo dall'avvio della 'Hong Kong-Shanghai connection', una prima forma di liberalizzazione degli investimenti tra la piazza finanziaria continentale e l'isola. I risultati sono ancora opachi, con un boom delle valutazioni cui ha fatto seguito una stagnazione; rispetto ai flussi di capitali attesi, però, i dati sono stati deludenti. All'orizzonte si profila un bis dell'operazione, che potrebbe coinvolgere la piazza ancora più grande di Shenzhen. Ecco l'opinione su questi temi di Massimo Siano, a capo dell'Europa del Sud per Etf Securities, e Mandy Chiu a capo della strategia di prodotto dello stesso gruppo, raccolta a margine di un convegno che si è tenuto a Milano.

Dopo il boom della connessione Hong Kong-Shanghai, c'è stata una flessione nei corsi azionari cinesi. Cosa l'ha generata?
La flessione è stata lieve, direi che siamo di fronte a prese di profitto, niente di più.

Una crescita meno vigorosa e alcune tensioni sui prezzi possono spingere la Pboc ad agire con allentamenti? Come impatterebbe sul mercato?
Esattamente come qualche anno fa con la Federal Reserve: ogni bad news costringeva la Federal reserve ad intervenire con l'acquisto di titoli sul mercarto e diventava una good news per chi aveva comprato. Oggi è lo stesso sulla Cina, ogni bad news sollecita le autorità a liberalizzare.

Ci sono due possibili elementi che rifacciano partire il mercato delle 'A-Shares', le azioni cinesi: Shanghai potrebbe essere inserita dal Msci nel paniere di Mercati emergenti tracciati e si potrebbero aprire nuove connessioni tra Shenzhen e Hong Kong. Quali possibilità di effettiva realizzazione?
Siamo molto ottimisti su questa possibilità. Secondo MSCI l'anno scorso i maggiori ostacoli furono il trattamento fiscale per gli investitori stranieri che chiedevano l'accesso alle quote di azioni della Classe A. Durante il secondo trimestre del 2014 la Cina ha oggettivamente fatto dei notevoli progressi di semplificazione anche su questo settore ed a novembre dello stesso anno abbiamo visto il grande successo del Shanghai -Hong Kong Connect. Le probabilità aumenteranno ancora di più se si avvierà anche il programma Shenzhen-Hong Kong Connect

Ma il calendario delle Ipo sul mercato cinese dovrebbe essere abbastanza sostenuto. E' possibile che si dreni liquidità e si abbia un corso al ribasso?
I volumi delle Borse di Shanghai e Shenzhen assieme rappresentano la terza piazza di scambi più grande del mondo dopo New York (Nyse e Nasdaq) e il Tokyo Stock Exchange. Londra è già diventata la quarta Borsa ed è molto indietro. Le Ipo al contrario attrarranno investimenti e il vantaggio sarà per tutti. In Italia siamo troppo indietro nell'osservare la Cina, pensiamo che sia un paese emergente mentre il dragone è già più grande dell'Europa

In sostanza, siete positivi o più cauti sul mercato cinese dopo il boom recente e il successivo ritracciare?
Siamo molto ottimisti sul mercato cinese. Non è possibile per un investitore azionario italiano trascurare la seconda economia più grande del mondo in termini di Pil ed investire solo sulla terza (l'Europa) e sulla prima (Usa). La Cina oggi rappresenta il 12.2% del Pil mondiale gli investitori istituzionali non hanno ancora diversificato a sufficienza il loro portafoglio azionario su questo paese.