Economia

Snam, conti in crescita grazie agli investimenti in Europa

Il profitto sale del 9,1% rispetto al 2014 e si porta a 612 milioni, i ricavi a 1,83 miliardi. Malacarne: "Il commissariamento di Italgas è costato tra i 6 e i 10 milioni". Il manager ribadisce la volontà di entrare nel capitale del gasdotto Tap

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MILANO - Non di soli conti ha parlato Carlo Malacarne nel giorno della presentazione della semestrale. Il manager di scuola Eni, si è tolto i classici sassolini dalle scarpe, in questo caso dai tubi di Italgas. L'amministratore delegato di Snam, ora che il tribunale di Palermo ha disposto la fine del commissariamento con cui la società era stata messa sotto "tutela" per un anno per verificare possibile collegamenti di alcuni dirigenti locali con la malavita, ha quantificato agli analisti, il costo del tempo perduto.  "L'impatto in termini di costi operativi - ha dichiarato - corrisponde a una cifra tra i 6 e i 10 milioni di euro, che vanno classificati come costi non ricorrenti".

Per il resto, la semestrale di Snam ha visto l'utile netto a 612 milioni (+9,1%), i ricavi a 1,83 miliardi (+3,1%) e il margine operativo lordo a 1,43 miliardi (+0,4%). Per quanto riguarda le stime sul 2015, la società prevede una domanda di gas naturale sul mercato italiano "sostanzialmente sul livello 2014". Sul fronte degli investimenti, Snam "prosegue il proprio impegno per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto, stoccaggio e distribuzione del gas naturale, attraverso il rilevante programma di investimenti per il 2015".

Un risultato non certo attribuibile alle attività italiane, vista la stagnazione del mercato nel nostro paese. Ma alla scelta di investire nelle infrastrutture in Europa, con una serie di operazioni che hanno portato Snam a svolgere un ruolo di primo piano nella costruzione di quella che sarà destinata a diventare la rete europea del gas. L 'aumento del margine operativo lordo è attribuibile ai maggiori ricavi (+48 milioni di euro nel semestre; +2,8%; +32 milioni di euro nel trimestre; +3,8%), grazie anche al contributo delle società entrate nel perimetro di consolidamento, i cui effetti sono stati in parte assorbiti dai maggiori costi operativi (-42 milioni di euro; +14,6%; -11 milioni di euro nel trimestre; +7,5%).

"La crescita dell'utile netto nel primo semestre del 9,1% riflette la solidità della gestione operativa, la rigorosa disciplina finanziaria e il crescente contributo delle nostre società partecipate". Così Carlo Malacarne, ceo di Snam, ha commentato i risultati del primo semestre aggiungendo: "Proseguiamo il nostro selettivo piano di investimenti focalizzato al potenziamento delle infrastrutture gas italiane e alla sempre maggiore integrazione delle reti europee".

Il manager ha ribadito l'obiettivo di entrare nel capitale della società di gestione del Tap, il gasdotto che porterà in Italia - via Turchia e Grecia - il gas proveniente dall'Arzebajian. "Confermiamo l'intenzione di entrare nel Tap", ha spiegato sottolineando come il gasdotto sia "chiave nel processo di creazione di un hub del gas europeo al sud. Nel caso alcuni azionisti siano pronti a vendere noi siamo pronti a valutare il nostro ingresso", ha evidenziato l'ad.  "Se ci sarà la possibilità di entrare il nostro approccio - ha aggiunto in rifermimento a rischi finanziari - sarà molto pragmatico".