MILANO - Per aver utilizzato informazioni riservate che non erano ancora state rese pubbliche al mercato, l'ex amministratore delegato di Safilo group, Roberto Vedovotto, ha subito un sequestro preventivo di 1 milione e 168mila euro, e di una Ferrari California da 174mila euro, nell'indagine del pm Mauro Clerici nella quale è indagato per insider trading.
Vedovotto è stato fino all'ottobre 2013 ad di Safilo, che gestiva il marchio Gucci grazie a un contratto col gruppo Kering, il colosso della moda proprietaria di marchi come Bottega Veneta, Yves Saint Laurent, Puma. Lasciata Safilo, il manager assume l'incarico proprio nel gruppo Kering per elaborare migliori soluzioni nella concessione delle licenze nel settore "Eyewear". In quella posizione contribuisce alla decisione del gruppo di non rinnovare la licenza degli occhiali Gucci proprio a Safilo, la sua ex azienda. Una decisione presa nel maggio 2014, ma resa pubblica solo quattro mesi dopo, a settembre.
[[ge:rep-locali:repubblica:125157843]]
Secondo l'accusa della procura, in anticipo rispetto alla diffusione della notizia, il 27 maggio 2014, Vedovotto vende in tre tranches 80mila azioni Safilo che aveva ricevuto come stock option. Un'operazione chiusa così prima che il titolo, al momento dell'annuncio della risoluzione del contratto tra Safilo e Kering per l'utilizzo del marchio Gucci, il 3 settembre, segnasse un meno 27,38% sul mercato MTA.
"Vedovotto era così in possesso di informazione di carattere preciso, concernente una emittente di strumenti finanziari quotati su mercato regolamentato come Safilo Group - scrivono i magistrati - sufficientemente specifica da consentire di trarre conclusioni sull'effetto dell'annuncio di detta risoluzione sul prezzo degli strumenti coinvolti, senz'altro idonea a influire in modo sensibile su tale prezzo". La Guardia di Finanza ha così sequestrato pochi giorni fa 1 milione 343mila euro, compresa la Ferrari, come come equivalente del profitto e dei mezzi impiegati per commettere il reato.
Vedovotto è stato fino all'ottobre 2013 ad di Safilo, che gestiva il marchio Gucci grazie a un contratto col gruppo Kering, il colosso della moda proprietaria di marchi come Bottega Veneta, Yves Saint Laurent, Puma. Lasciata Safilo, il manager assume l'incarico proprio nel gruppo Kering per elaborare migliori soluzioni nella concessione delle licenze nel settore "Eyewear". In quella posizione contribuisce alla decisione del gruppo di non rinnovare la licenza degli occhiali Gucci proprio a Safilo, la sua ex azienda. Una decisione presa nel maggio 2014, ma resa pubblica solo quattro mesi dopo, a settembre.
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Secondo l'accusa della procura, in anticipo rispetto alla diffusione della notizia, il 27 maggio 2014, Vedovotto vende in tre tranches 80mila azioni Safilo che aveva ricevuto come stock option. Un'operazione chiusa così prima che il titolo, al momento dell'annuncio della risoluzione del contratto tra Safilo e Kering per l'utilizzo del marchio Gucci, il 3 settembre, segnasse un meno 27,38% sul mercato MTA.
"Vedovotto era così in possesso di informazione di carattere preciso, concernente una emittente di strumenti finanziari quotati su mercato regolamentato come Safilo Group - scrivono i magistrati - sufficientemente specifica da consentire di trarre conclusioni sull'effetto dell'annuncio di detta risoluzione sul prezzo degli strumenti coinvolti, senz'altro idonea a influire in modo sensibile su tale prezzo". La Guardia di Finanza ha così sequestrato pochi giorni fa 1 milione 343mila euro, compresa la Ferrari, come come equivalente del profitto e dei mezzi impiegati per commettere il reato.