MILANO - Utili in calo per Mediaset nonostante l'aumento dei ricavi. Il Biscione ha chiuso il 2015 con profitti per quattro milioni di euro (28,9 milioni 'adjusted') contro i 23,7 milioni del 2014 a fronte di un fatturato pari a 3.524 milioni (3.414 nel 2014): confermato il dividendo a due centesimi per azione. Sul risultato netto "hanno inciso oneri pari a 24,9 milioni connessi alla rideterminazione in Italia dell'aliquota fiscale Ires a partire dal 2017 introdotta dalla Legge di Stabilità - spiega una nota del gruppo televisivo -: al netto di tale componente l'utile netto sarebbe stato pari a 28,9 milioni". Nonostante i risultati in miglioramento stenta ancora a decollare la pay: gli abbonati hanno superato quota due milioni, ma la spesa media - non resa nota dal gruppo - non basta a generare profitti dopo gli investimenti per l'acquisto dei diritti della Champions League. Il gruppo - tuttavia - registra una calo dei recessi.
"In particolare - aggiunge Mediaset - i nuovi diritti esclusivi hanno generato nel secondo semestre 2015 una crescita del fatturato dell'11% speculare all'analogo calo percentuale dei ricavi della concorrenza pay". Il problema del settore, però, è dovuto proprio alla guerra in corso a suon di ribassi tra il Biscione e Sky: il gruppo della famiglia Berlusconi taglia i prezzi per aumentare la propria base abbonati, quello di Rupert Murdoch è in fase promozionale per non perderli. Una strategia destinata a danneggiare entrambi gli operatori con un progressivo calo della marginalità. Così come Mediaset, infatti, il margine operativo di Sky Italia nell'ultimo trimestre è calato di 6 milioni di sterline a quota 25 milioni.
Tornando a Mediaset, nei primi due mesi del 2016 - aggiunge la nota - l'andamento della raccolta pubblicitaria in Italia delle concessionarie del gruppo "ha fatto registrare un aumento in linea con i tassi di crescita degli ultimi trimestri in un contesto caratterizzato da una domanda che rimane stabile rispetto all'ultima parte del 2015" mentre "i ricavi pubblicitari in Spagna evidenziano nei primi mesi dell'anno un buon tasso di crescita in un mercato dove la ripresa economica è già maggiormente consolidata".
Nei primi mesi di quest'anno è proseguito anche "il trend di crescita dei ricavi generati da Mediaset Premium che nella seconda parte del 2016 dovrebbe ulteriormente incrementare la base clienti facendo leva sulla disponibilità esclusiva sia dei contenuti della Champions League sia del cinema e delle serie garantite dai deal pluriennali Warner e Universal", annuncia il Biscione, secondo il quale "sebbene in un contesto ancora volatile e di incertezza sul lato dei consumi, il gruppo nel 2016 rimarrà focalizzato sugli obiettivi di massimizzazione dei ricavi pubblicitari, facendo leva sul modello di vendita 'crossmediale' delle proprie concessionarie, sulla leadership dei propri brand editoriali e sull'implementazione del piano industriale di Mediaset Premium".
A proposti della pay tv, poi, direttore finanziario del gruppo, Marco Giordani ha detto: "Non commento i rumors, ma posso confermare che non siamo venditori di Premium poichè la consideriamo parte del nostro core business". Il manager smentisce così l'imminente cessione della pay tv a Vivendi.
"In particolare - aggiunge Mediaset - i nuovi diritti esclusivi hanno generato nel secondo semestre 2015 una crescita del fatturato dell'11% speculare all'analogo calo percentuale dei ricavi della concorrenza pay". Il problema del settore, però, è dovuto proprio alla guerra in corso a suon di ribassi tra il Biscione e Sky: il gruppo della famiglia Berlusconi taglia i prezzi per aumentare la propria base abbonati, quello di Rupert Murdoch è in fase promozionale per non perderli. Una strategia destinata a danneggiare entrambi gli operatori con un progressivo calo della marginalità. Così come Mediaset, infatti, il margine operativo di Sky Italia nell'ultimo trimestre è calato di 6 milioni di sterline a quota 25 milioni.
Tornando a Mediaset, nei primi due mesi del 2016 - aggiunge la nota - l'andamento della raccolta pubblicitaria in Italia delle concessionarie del gruppo "ha fatto registrare un aumento in linea con i tassi di crescita degli ultimi trimestri in un contesto caratterizzato da una domanda che rimane stabile rispetto all'ultima parte del 2015" mentre "i ricavi pubblicitari in Spagna evidenziano nei primi mesi dell'anno un buon tasso di crescita in un mercato dove la ripresa economica è già maggiormente consolidata".
Nei primi mesi di quest'anno è proseguito anche "il trend di crescita dei ricavi generati da Mediaset Premium che nella seconda parte del 2016 dovrebbe ulteriormente incrementare la base clienti facendo leva sulla disponibilità esclusiva sia dei contenuti della Champions League sia del cinema e delle serie garantite dai deal pluriennali Warner e Universal", annuncia il Biscione, secondo il quale "sebbene in un contesto ancora volatile e di incertezza sul lato dei consumi, il gruppo nel 2016 rimarrà focalizzato sugli obiettivi di massimizzazione dei ricavi pubblicitari, facendo leva sul modello di vendita 'crossmediale' delle proprie concessionarie, sulla leadership dei propri brand editoriali e sull'implementazione del piano industriale di Mediaset Premium".
A proposti della pay tv, poi, direttore finanziario del gruppo, Marco Giordani ha detto: "Non commento i rumors, ma posso confermare che non siamo venditori di Premium poichè la consideriamo parte del nostro core business". Il manager smentisce così l'imminente cessione della pay tv a Vivendi.