Economia

Carige sull'ottovolante alla vigilia dell'assemblea

Il mercato specula ancora sull'offerta del fondo Usa Apollo che ha messo sul piatto 695 milioni per rilevare i crediti deteriorati e propone un aumento di capitale da 550 milioni

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MILANO - Seduta nervosa per Carige a Piazza Affari alla vigilia dell'assemblea chiamata ad approvare il bilancio e nominare il nuovo consiglio d'amministrazione indicato dall'azionista di maggioranza - Malacalza Investimenti - che controlla il 17% del capitale: prima il titolo strappa al rialzo, poi a fine giornata chiude in calo dell'1% (segui il titolo). Come ieri sono proseguite le speculazioni del mercato sulla proposta del fondo americano Apollo di rilevare un portafoglio di crediti deteriorati. La proposta d'acquisto è stata confermata ieri dalla banca ligure: gli americani hanno messo sul piatto l'acquisto del portafoglio di non performing loan (Npl) e un aumento di capitale da 550 milioni.

Nei dettaglio Apollo offre 695 milioni per rilevare un portafoglio di Npl e per sterilizzarne gli effetti sul patrimonio farebbe seguire all'acquisto un aumento di capitale da 550 milioni, riservato al fondo per mezzo miliardo e offerto in opzione ai soci per i restanti 50 milioni. La stessa Bce, stando alle voci, avrebbe chiesto a Carige di esaminare attentamente la proposta.

Su queste indiscrezioni, che hanno fatto schizzare il titolo in Borsa, è arrivata la precisazione d'obbligo della banca che ha confermato di aver ricevuto dal fondo Apollo Management International un'offerta vincolante di acquisto del portafoglio di crediti in sofferenza con un conseguente aumento di capitale. Su richiesta della Consob, ha precisato che "in ragione della imminente scadenza" dell'attuale cda, la proposta di Apollo, arrivata lo scorso 23 marzo, "come peraltro espressamente auspicato dal medesimo fondo", sarà esaminata dal prossimo consiglio che si insedierà con l'assemblea dei soci del 31 marzo. A nominare il prossimo board sarà - come detto - l'azionista di riferimento Malacalza Investimenti che accettando una ricapitalizzazione come quella proposta da Apollo vedrebbe fortemente ridimensionato il suo peso nell'azionariato. E il valore della propria partecipazione.

Lo scorso 10 febbraio era arrivata un'altra proposta di Apollo (sempre a carattere non vincolante): in base a questa prima offerta, il fondo era disponibile a rilevare il portafoglio crediti in sofferenza compensandone gli effetti con un aumento di capitale da 625 milioni interamente garantito. La ricapitalizzazione sarebbe stata per 525 milioni riservata al fondo e per 100 milioni offerta in opzione ai soci attuali. Quanto alla nuova proposta, arrivano alcuni giudizi da parte dai broker: "Riteniamo che l'offerta non sia generosa in quanto la banca alla luce del fatto che non avrà più alcuna sofferenza, farebbe molti più utili per minori accantonamenti e maggiore margine di interesse - è il commento di una casa di investimenti - l'attuale primo azionista malacalza ai prezzi attuali secondo le nostre ricostruzioni avrebbe una perdita di 160-170 milioni e non riteniamo che aderisca all'eventuale offerta di Apollo". "Non ci
aspettiamo che il nuovo cda, che sarà controllato dall'attuale primo azionista Malacalza, approvi l'offerta di Apollo che sarebbe altamente diluitiva - aggiunge un altro broker - riteniamo piuttosto che il nuovo management rilanci la banca e cerchi una aggregazione alternativa".