Economia

Pop. Vicenza, Iorio: "Moltissime probabilità di andare in Borsa"

"Avremo un eccesso di capitale di 1,1 miliardi dopo l'aumento. E i reclami della clientela sono già coperti per 736 milioni", spiega l'amministratore delegato, al secondo giorno del road show. Nel primo trimestre dell'anno ha perso 7-800 milioni di raccolta diretta, con un calo del 6% rispetto alla fine del 2015

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MILANO - Seconda tappa del road show di aumento di capitale e quotazione (auspicata) della Popolare di Vicenza. L'amministratore delegato, Francesco Iorio, prova a ricapitolare le ragioni di ottimismo, con cui guardare alla banca: su un miliardo di reclami presentati dai clienti (quasi tutti per le modalità di vendita/negoziazione delle azioni proprie, nonché per una serie di violazioni Mifid), 736 milioni sono già completamente coperti dagli accantonamenti. Non solo, post aumento di capitale la banca avrà un "buffer", un eccesso di capitale pari a 1,1 miliardi: 550 perché avrà requisiti patrimoniali più alti di quelli richiesti da Bce, altri 321 milioni provenienti dai finanziamenti alla clientela per acquisto di azioni proprie su cui la banca conta di rientrare in possesso; altre risorse arriveranno dalla possibile cessione di Arca e Prestinova (asset non strategici) e infine per l'adozione dei modelli interni, che prima o poi dovrebbe arrivare.

Abbastanza per considerare l'aumento di capitale da 1,5 miliardi a 10 centesimi per azione "un ottimo risultato" perché in termini di multipli la Popolare di Vicenza avrebbe indicatori superiori a Carige, Creval e Mps e di pochissimo inferiori a Ubi. E abbastanza per far dire a Iorio a proposito della Borsa di essere "abbastanza sereno che la tematica del flottante non ci sarà e che la banca avrà moltissime probabilità, se non la quasi certezza di essere quotata". Resta da vedere quale sarà l'accoglienza da parte del mercato: i pre-sondaggi avevano dato risultati molto deludenti, il road show vero e proprio è partito solo da un giorno (e continerà fino al 28).

Grazie alla rete di sicurezza di Atlante tuttavia non si rischia il fallimento dell'operazione: anche se ci fossero zero sottoscrizioni, ci penserebbe il fondo chiuso a comperare tutto (Atlante è subentrato a Unicredit nella garanzia e in proposito Iorio ha commentato: "Noi non abbiamo come controparte Atlante, per noi c'è una garanzia di Unicredit e Atlante è una controparte di Unicredit e si è messa d'accordo con loro"). L'ottimismo però si scontra anche con evidenti ragioni di cautela. A partire dal calo della raccolta, che ha ripreso ad accelerare in marzo. Nei primi tre mesi dell'anno la Banca popolare di Vicenza ha registrato un calo dei depositi di circa 700-800 milioni, pari a un -6% rispetto alla fine del 2015 e anche se l'indicatore di liquidità si mantiene sopra i minimi chiesti dalla Bce, lo stesso è sceso in marzo rispetto a gennaio-febbraio e la banca è stata costretta a sottoscrivere due operazioni di finanziamento di di carattere eccezione e a condizioni molto onerose.

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