Economia

I francesi di Dcns sbaragliano giapponesi e tedeschi: maxi-contratto da 34 miliardi per i sottomarini australiani

Il progetto riguarda la costruzione di 12 unità di nuova generazione: saranno realizzati in Australia, con ricadute positive in termini di occupazione ben accette dal premier Turnbull in vista delle elezioni del 2 luglio. Vinta la concorrenza di Mitsubishi-Kawasaki e di ThyssenKrupp

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MILANO - Il gruppo francese della Difesa Dcns sbaraglia la concorrenza di Germania (ThyssenKrupp) e Giappone (Mitsubishi e Kawasaki Heavy Industries) e si aggiudica un maxi-contratto per costruire i nuovi sottomarini australiani: vale 50 miliardi di dollari australiani, che significa 34 miliardi di euro al cambio attuale. L'annuncio, che riguarda una flotta di 12 nuovi sottomarini, è stato dato direttamente dal premier australiano Malcolm Turnbull, a testimonianza del suo peso: è uno dei maggiori, per valore, a livello mondiali. "Storico", l'ha definito la presidenza francese.

La Reuters nota come la vittoria del costruttore navale di proprietà pubblica sottolinei la forza francese nell'imporre la propria industria bellica, mentre quelli che restano maggiormente scottati sono i giapponesi: il premier Shinzo Abe ha fatto della crescita dell'industria militare uno dei punti cardine della sua agenda economica e di sicurezza nazionale. Tokyo, che si presentava con le carte in regola per vincere il maxi-contratto, ha pagato l'inesperienza nelle gare di caratura mondiale e il ritardo nel garantire che le 12 unità sarebbero state costruite in Australia. Due fattori che hanno fatto scivolare la proposta nipponica dietro Dcns e ThyssenKrupp.

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I sottomarini targati Dcns verranno infatti costruiti ad Adelaide, dove il premier Turnbull ha dato l'annuncio sottolineando che il risultato dell'asta competitiva indetta dall'australia è stato inequivocabilmente a favore della proposta francese. L'Australia, d'altra parte, sta accrescendo le sue spese per la Difesa, con l'obiettivo di proteggere i suoi interessi strategici e commerciali nel quadrante dell'Asia-Pacifico: il pericolo - condiviso con gli alleati occidentali e gli Usa in particolare - è la crescita di influenza della Cina. Il Financial Times annota che le spese per la Difesa in Asia nel 2014 hanno sfiorato i 340 miliardi di dollari, più di quanto non sia avvenuto in Europa. Secondo alcuni osservatori, se la commessa fosse andata al Giappone ci sarebbe stato il rischio di stringere eccessivamente il legame tra i due partner dell'Occidente nell'area, con l'effetto contrario di generare una possibile reazione di Pechino, che dell'Australia è il maggior partner commerciale. Canberra si sarebbe anche premurata di chiedere a Washington di impegnarsi presso il governo di Tokyo, perché il contraccolpo per la mancata assegnazione del lavoro non venga preso troppo male. Le ricadute in termini di occupazione dell'Australia del Sud saranno i benvenuti per il premier, che ha nel mirino le elezioni del prossimo 2 luglio. Non a caso, ha detto che "Il progetto per i sottomarini vedrà lavoratori australiani costruire sottomarini australiani con acciaio australiano". Entrambi i perdenti hanno manifestato il disappunto di rito, rassicurando comunque sulla volontà di mantenere il loro business in Australia.