Economia

Banco Popolare e Unicredit risalgono e trascinano Milano

Secondo giorno dell'aumento di capitale dell'istituto veronese, mentre la banca guidata dall'uscente Federico Ghizzoni rimbalza dai minimi toccati ieri

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MILANO - Sono le banche a spiegare buona parte dell'andamento positivo di Piazza Affari: sia il Banco Popolare che Unicredit, solo per citare due titoli caldi del momento, sono infatti ricoperti dagli acquisti.

Nel primo caso si tratta del secondo giorno di aumento di capitale: un'operazione da 1 miliardo di euro che si dovrà concludere il 22 giugno, anche per anticipare eventuali scossoni sui mercati in occasione del referendum sulla Brexit. Oggi il titolo tratta in netto rialzo in Borsa, dove chiude a +6,1%. Positiva anche la dinamica dei diritti, che danno la possibilità di sottoscrivere l'azione a 2,14 euro e chiudono in crescita del 18%. La struttura dell'aumento prevede che le nuove azioni del Banco Popolare siano offerte in opzione agli azionisti della società nel rapporto di 9 ogni 7 possedute.

L'altra osservata speciale del comparto è Unicredit, che giovedì terrà un cda dal quale si aspettano importanti passi avanti per quanto riguarda la definizione del nuovo amministratore delegato che dovrà succedere a Federico Ghizzoni. La Borsa ha punito l'incertezza che si respira intorno all'unica banca sistemica italiana e ha portato l'azione ai minimi da quattro anni fino a 2,58 euro. Dopo le secche toccate ieri, però, gli investitori hanno premiato Unicredit con un fisiologico rimbalzo del 3,3%.

Da monitorare, infine, il complicato mondo delle popolari venete: Veneto Banca ha incassato l'ok di Borsa alla quotazione, che però potrà avvenire solo se ci sarà sufficiente diffusione dei titoli. I soci sono chiamati a sottoscrivere almeno un quarto dell'aumento da un miliardo, alla finestra c'è il Fondo Atlante per coprire l'inoptato.